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LA CONFESSIONE

Pieraccioni felice di essere 'bischero':
"Si prendono le cose più alla leggera"

Per Pieraccioni il mestiere di comico comincia ad avere credibilità dopo i 32 anni: ''Fino a 30/32 anni un comico non è credibile, perché involontariamente si ritrova a scimmiottare i suoi idoli. Bisogna fare tanta gavetta e acquistare una personalità artistica definita per essere giudicato come un buon attore''
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Leonardo Pieraccioni Roma, 16 aprile 2008 - "Devo dire che l'essere un po' 'bischero' ti permette di vivere meglio, anche se il termine non è dei più lusinghieri. Nel senso che si prendono le cose più alla leggera, si smussano gli angoli, si ride e si sdrammatizza anche la situazione più seria ''. A parlare è Leonardo Pieraccioni, ospite d'onore dell'inaugurazione di Radio Luiss, la web-radio creata dagli studenti della prestigiosa università Luiss - Guido Carli di Roma.

 

Alla presenza del Direttore Generale dell'ateneo Pier Luigi Celli, Pieraccioni ha raccontato agli studenti la sua carriera, dagli esordi come imitatore e cabarettista alla poco felice esperienza televisiva del 1990 a Deejay Television fino alla fortunata carriera cinematografica. ''Probabilmente la forza dei miei film sta nel fatto che al contrario di sex symbol come Brad Pitt, io rappresento l'uomo normale che, anche con modi goffi e impacciati, riesce a conquistare donne bellissime. E' il sogno di ogni uomo qualunque''.

 

Per Pieraccioni il mestiere di comico comincia ad avere credibilità almeno dopo i 32 anni:''Fino a 30/32 anni un comico non è credibile, perché involontariamente si ritrova a scimmiottare i suoi idoli.
Bisogna fare tanta gavetta e acquistare una personalità artistica definita per essere giudicato come un buon attore''.

 

Tra un aneddoto sull'incontro con Sordi e un altro su Moretti, il comico ha sottolineato come la sua generazione ''sia stata fortunata, perché non si è dovuta confrontare con i mostri sacri della comicità nazionale come Sordi a Gassman. Questo ci ha permesso di essere più liberi''.

 

Fin dagli anni Ottanta, Pieraccioni è un autore di canzoni, il suo mito è Francesco Guccini. ''L'adorazione che ho per Guccini può essere spiegata così: io sto a Guccini come Fede a Berlusconi. Insomma non sono un fan, ma un vero e proprio hooligans''.










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