Girato da Vèra Belmont, è la storia fantastica spacciata per oltre 10 anni come vera. Parla di una bambina ebrea che, durante la 2^ guerra mondiale, cerca i genitori e sopravvive nei boschi grazie all'aiuto dei lupi
Roma, 22 aprile 2008- "Il cinema è sempre un mix di realtà e fantasia", sostiene Vèra Belmont, che con il suo 'Sopravvivere coi lupi' (in Italia dal 30 aprile, distribuito in 50 copie da Videa-CDE) ha dovuto affrontare 'l'accanimento mediatico' di tutta la stampa d'Oltralpe. Anche se più del film, nel mirino è finito l'omonimo bestseller di Misha Defonseca: che diceva d'aver scritto un romanzo autobiografico, e invece s'era inventata quasi tutto. "Non che l'infanzia dell'autrice sia stata meno dolorosa -spiega la regista- il padre aderì alla Resistenza, sotto tortura fece il nome dei suoi compagni. La madre morì in un campo di concentramento nazista".
Fatto sta che la Misha del libro, accudita e sfamata da un branco di lupi mentre cerca per l'Europa i genitori deportati, non è mai esistita. Saperlo, per la Belmont è stato un dolore: "L'ho vissuto come un tradimento: uno shock, ma poi ho capito che il pubblico sente comunque la verità di questa storia, e i bambini sono incuriositi dal suo aspetto favolistico".
Il film è pensato soprattutto per loro, ma nasce da un'esigenza autobiografica: "Ho scelto questo romanzo perché somiglia alla mia infanzia -spiega la regista- sono nata in Francia negli anni trenta, da genitori ebrei, madre di Varsavia e padre bielorusso".
Musicato dall'Emilie Simon di 'La marcia dei pinguini', il film è interpretato (oltre che da Yael Abecassis, Guy Bedos e Benno Furmann) dall'esordiente Mathilde Goffart: "È una straordinaria bambina belga di nove anni -spiega la Goffart- mi ricorda Liv Ullmann, e condivide con Misha il coraggio e l'amore per gli animali. Nel personaggio ha aggiunto molto di sè".
Produttrice dei migliori nomi del cinema francese (da Vecchiali a Truffaut a Pialat), Vèra Belmont ha sempre mostrato una predilezione per i film d'ambientazione storica, dal '700 di 'Marquise' alla guerra di 'Milena' e 'Sopravvivere coi lupi'. Ma in futuro ha deciso di voltare pagina: "Sto pensando -conclude la Belmont- ad una versione ecologista e moderna della favola di Cenerentola".
Tre anni dopo esser entrata all'Onu per girare un film, l'attrice è tornata al Palazzo di Vetro per promuovere la campagna contro la violenza alle donne . "Ancora non riesco a capire come sia possibile che solo per il fatto di essere nate donne si corra il rischio di rimamer vittime della violenza più orribile del nostro tempo", ha detto