Sei provocanti immagini scattate dal fotografo Nick Knight. ''Kate è stata una scelta perfetta per questa campagna. E' come una farfalla, una persona straordinaria", dice il direttore creativo di Agent Provocateur
Roma, 9 maggio 2008 - Kate Moss ancora in versione sexy. La modella, nota per i suoi eccessi e per la tormentata storia con Pete Doherty, torna ad essere testimonial di Agent Provocateur in una serie di sei provocanti immagini scattate dal fotografo Nick Knight per il lancio della nuova collezione di lingerie nuziale.
Le immagine ritraggono Kate come una timida sposa che, in un crescendo, cambia i suoi sentimenti e finisce accanto a due papi urlanti (impersonati dai fratelli inglesi Jake and Dinos Chapman) mentre straccia le note di un uomo mascherato. Poi la scena si tinge di nero e infine di rosso, quando nell'ultimo scatto appare lei e sul fondo un grande teschio e ossa impiastricciati di torta nuziale.
L'immagine è imbrattata dalla scritta 'Let Them Eat Kate', che riprende in un gioco di parole la celebre frase della regina di Francia Marie Antoinette: 'Let Them Eat Cake' (Dategli le brioches). Le fotografie sono seducenti ed evocano uno stile pittorico.
''Kate - dice Joe Corre, cofondatore e direttore creativo di Agent Provocateur - è stata una scelta perfetta per questa campagna. E' come una farfalla, una persona straordinaria e tutti sanno che lo è anche come modella. L'opinione pubblica ha un atteggiamento moralistico verso di lei e la sua vita privata. La stampa dice che dovrebbe essere un modello di comportamento. In realtà è solo una modella di abiti. Di lei amo il fatto che non teme le sfide creative e si mette alla prova nei lavori che sceglie. Kate è professionale e coraggiosa ed è la migliore modella al mondo''.
Dal 17 maggio una serie di mini film accompagnerà gli scatti, sul sito di Agent Provocateur.
Il pittore Vincent Fantauzzo, amico dell'attore Heath Ledger, lo ha immortalato qualche tempo prima della sua morte. Il quadro ha vinto il premio del principale concorso australiano di ritrattistica, l'Archibald Prize