La forza d'urto delle parole scritte nel romanzo di Saviano, vengono mantenute ed esaltate nella pellicola attraverso un'asciuttezza feroce e choc. 'Gomorra' si candida a colpire al cuore anche gli operatori internazionali sulla Croisette
Roma, 13 Maggio 2008 - 'Gomorra', il film di Matteo Garrone che rappresentera' l'Italia in concorso al festival di Cannes (insieme al Divo di Paolo Sorrentino) e uscirà il 16 maggio su oltre 400 schermi, sembra aver vinto la scommessa più difficile, quella di tradurre sul grande schermo un libro che è più un documento giornalistico.
Per raccontare l'universo dei clan che dominano e uccidono sul territorio delle province di Napoli e Caserta (25 mila affiliati e 200 mila fiancheggiatori), prendendo spunto dal libro di Roberto Saviano - costretto a girare con la scorta -, Garrone ha scelto di isolare, riadattandole e inserendo elementi di fantasia, cinque storie che illuminano l'intreccio di potere, sangue e disperazione di cui la camorra - o "il sistema", come preferisce scrivere Saviano - si nutre.
C'è Don Ciro (Gianfelie Imparato), il pavido e discreto pagatore delle famiglie dei clan, costretto a pensare alla propria sopravvivenza ( e quindi a tradire) di fronte all'imperversare della guerra degli 'scissionisti'; c'è Totò (Salvatore Abruzzese), tredici anni e tanta voglia di diventare 'grande', cioè tirapiedi dei boss, che si sottopone al rito di iniziazione del colpo di pistola ricevuto col giubbetto antiproiettile; ci sono Marco e Ciro, due cani sciolti col mito di Al Pacino-Scarface, che hanno scritta sulla loro giovane faccia la brutta fine che faranno da 'schegge impazzite'; c'è Pasquale (Salvatore Cantalupo), il sarto che lavora di notte per fare abiti da haute couture per i grandi stilisti del Nord e per le star del cinema; e c'è Franco (Toni Servillo), elegante ed efficiente 'gestore' dei rifiuti tossici per la camorra, che libera dai veleni il Nordest per portarli nelle cave di Marcianise e dintorni.
Girato con mano sicura nei veri luoghi di ambientazione dei fatti (tra Scampia, il centro delle Vele e Marcianise), sostenuto da una sceneggiatura che intreccia le storie senza perdere di vista i personaggi e da un gruppo di attori in prevalenza sconosciuti ma scelti con sapienza degna dei migliori film americani, 'Gomorra' si candida a colpire al cuore anche gli operatori internazionali sulla Croisette. E, al di là della bravura ormai acclarata di Servillo, potrebbe aspirare ad una palma per l'intero, commovente, cast.
Il pittore Vincent Fantauzzo, amico dell'attore Heath Ledger, lo ha immortalato qualche tempo prima della sua morte. Il quadro ha vinto il premio del principale concorso australiano di ritrattistica, l'Archibald Prize