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DOPO 'BORDERTOWN'

Ciudad Juarez, Jennifer Lopez vicina alle madri

"Come madre non riesco a immaginare quello che hanno potuto soffrire", ha detto l'attrice. Secondo dati ufficiali, sono oltre 400 i casi di giovani donne e bambine, violentate, assassinate o sparite nel nulla dagli anni Novanta ad oggi

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jennifer lopez  Los Angeles, 13 Maggio 2008 -  La recente maternità ha aiutato Jennifer Lopez a comprendere meglio il dramma delle madri delle centinaia di giovani assassinate negli ultimi 20 anni a Ciudad Juarez, in Messico. Ad ammetterlo è stata la stessa attrice, che nelle settimane scorse ha dato alla luce due gemelli, in un comunicato letto dal cineasta Gregory Nava, regista del film 'Bordertown': "Solo ora che sono madre di una bambina (Emme) posso provare ammirazione verso le madri di Ciudad Juarez".

 


Il film, interpretato anche da Antonio Banderas e dalle attrici messicane Kate de Castillo, Maya Zapata e Zaide Silvia Gutierrez, prende spunto dai numerosi omicidi rimasti impuniti, che dagli anni Novanta interessano le giovani donne che abitano la città dello stato messicano del Chihuahua.

 

"Come madre non riesco a immaginare quello che hanno pouto soffrire", ha detto ancora l'attrice che è anche produttrice della pellicola nella quale ha interpretato il ruolo di una giornalista che indaga sulla scomparsa e morte di alcune giovani.

 


Secondo dati ufficiali, sono oltre 400 i casi di giovani donne e bambine rapite, torturate, violentate, assassinate o sparite nel nulla dagli anni Novanta ad oggi. Solo nel 2008 sono stati registrati più di venti omicidi. Il film è uscito nelle sale a marzo dell'anno scorso.










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