Unanime il cordoglio per la scomparsa del regista, autore di indimenticabili pellicole e da tutti ricordato come un vero maestro
Roma, 7 giugno 2008 - Con Dino Risi il cinema italiano ''perde uno dei suoi padri fondatori. Uno dei padri della commedia all'italiana''. Lo dice il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che ricorda il regista scomparso come ''una delle intelligenze lievi e profonde, capaci di portare sullo schermo, con ironia sarcasmo e garbo caustico, i tic, le debolezze, le goffaggini, la generosità, le contraddizioni, i difetti e le virtù degli italiani''.
Unanime il cordoglio espresso da più parti. ''L'Italia perde una parte nobile e vitale della sua cinematografia e della sua cultura - dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno - Risi è stato osservatore e cronista attento dei pregi e dei difetti, dei vizi e delle virtù del nostro popolo''. ''I suoi lavori non sono solo film, sono pagine di un minuzioso lavoro di un amatore del mondo e del proprio Paese - prosegue il primo cittadino - Con lui scompare uno dei maestri della più bella e intensa stagione della commedia all'italiana che tanta scuola ha fatto nel mondo''.
''Con la morte di Dino Risi se ne va quello che forse è stato il più grande maestro di quella stagione irripetibile del nostro cinema che va sotto il nome di commedia all'italiana'', dice Walter Veltroni, segretario del Partito democratico.
"Gran parte dei suoi film sono indimenticabili e già da molti anni sono entrati di diritto a far parte della memoria collettiva del Paese - continua Veltroni -, anche perché con Risi hanno lavorato tutti i migliori attori. Se devo indicare solo uno dei suoi lavori, penso che la summa registica di Risi sia 'Il sorpasso' - sostiene Veltroni - In questo film egli riesce a rappresentare, attraverso i personaggi interpretati da Gassman e Trintignant, il sogno degli italiani che entrano con entusiasmo e speranze negli anni Sessanta e contemporaneamente i vizi, vecchi e nuovi, del Belpaese. Per tutti questi motivi Dino Risi ci mancherà. Ma soprattutto mancherà al mondo culturale italiano e ai tantissimi che hanno riso e pianto con le sue storie''.
"Ci chiamavamo fratelli e abbiamo scherzato al telefono fino a qualche tempo fa sulla nostra età e sul fatto che io ero più giovane di lui, sia pure di pochi mesi. Se n'è andato un maestro, un personaggio importante per molti di noi e sono molto addolorato". È il commento che arriva da Enzo Mirigliani, patron di Miss Italia. Tra i due un grande sodalizio costruito negli anni. Risi ha seguito più volte le selezioni e le prefinali nazionali del concorso di bellezza ed è stato anche presidente della giuria, insieme all'attrice Catherine Deneuve, nel 1998. "Ogni volta che ci trovavamo era uno spasso", racconta il patron.
E' commosso Pupi Avati nel ricordare Dino Risi: ''Solo da poco tempo avevo iniziato a scrivermi con lui, uno strano epistolario in cui parlavamo dei miei film e non solo''. "L'ho apprezzato da sempre - continua il regista - e soprattutto come l'autore della più bella commedia di costume che sia mai stata fatta. Parlo di 'Una vita difficile'. Uno che si porta a casa un capolavoro di quel genere, che è l'esempio più alto di un genere che unisce aspetti comici e struggenti, giustifica tutta la sua carriera come la sua vita''.
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