L'attore siciliano, torna sul piccolo schermo con un film di Sergio Giussani nella Torino degli anni '70. "E' il periodo dei processi contro le Brigate Rosse e io sono un uomo coinvolto in situazioni intricate"
Taormina, 16 giugno 2008 - Siciliano doc, Beppe Fiorello avrà un autunno professionale molto impegnativo, durante il quale si dividerà tra il cinema, il teatro e la tv. Non ha voluto assolutamente saltare l'appuntamento con il 'Taormina film festival', in programma da stasera fino a sabato, e che si apre con la proiezione della versione restaurata del Padrino.
Dopo i successi tv della 'Vita Rubata' e del 'Bambino della Domenica', ora Fiorello lavora a 'Il sorteggio', un film per Raiuno prodotto dalla Sacha Film di Sergio Giussani, una puntata unica, in lavorazione per fine gennaio: ''ambientato negli anni'70 a Torino - racconta -, è il periodo dei processi contro le Brigate Rosse e io sono un uomo qualunque, un giurato popolare che si trova coinvolto in storie complicatissime ed estranee alla sua vita quotidiana''.
Quest'autunno poi uscirà nei cinema il lungometraggio Galantuomini di Edoardo Winspeare, prodotto da Fabrizio Mosca, dove Fiorello recita al fianco della siciliana Donatella Finocchiaro, di Fabrizio Gifuni, Gioia Spaziavi e Marcello Prayer. Fiorello si ritaglia un pò di spazio anche per il teatro. ''E' ancora un progetto top secret - confida - ma proprio in questi giorni ho chiacchierato a lungo con Alessandro Gassman su un testo drammatico che vorremmo portare a teatro. E' molto impegnativo ma stimolante al massimo: incrociamo le dita''. Infine, ''continuo a imparare sul set di 'Baaria' di Tornatore - conclude Fiorello - una scuola di cinema eccezionale''.
Stasera ''farò da padrino al 'Padrino' ma sicuramente sarò più simpatico dell'originale - dice -. Ovviamente scherzo, anche se si dovrebbe iniziare a prendere in giro e sdrammatizzare tutto: anche la mafia se si vuole sopravvivere a dei luoghi comuni diventati troppo soffocanti. Questo non vuol dire non fare più film seri sulla mafia - continua Fiorello, attore principale de 'La vita rubata' sulla tragica morte di Graziella Campagna, che sarà proiettato domani a Taormina - anzi, se fatti con spirito costruttivo e didascalico sono ben accetti. Ma è pur vero che bisognerebbe ridere della mafia per dissacrarla, un pò come nella sit-com 'I Soprano'. E' un'idea su cui bisognerebbe lavorare concretamente e a cui non mi dispiacerebbe dare il mio contributo''.
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