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SUL GRANDE SCHERMO

Tim Roth: "Funny Games? E' il mio film più duro"

L'interprete di 'Le iene' racconta la durissima esperienza lavorativa dell'ultimo lavoro: "Non so se è un buon o un cattivo film. Spero solo che non indugi troppo sulla violenza''. L'attore ha in progetto di tornare presto alla regia

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Tim Roth Roma, 18 luglio 2008 - Tim Roth (nella foto) racconta la durissima esperienza lavorativa dell'ultimo film, il remake Usa del violento e claustrofobico 'Funny Games' dell'austro-tedesco Michael Haneke (regista, dieci anni fa, anche dell'originale). "Non so se è un buon film o un cattivo film. Spero solo che non indugi troppo sulla violenza'', spiega l'attore.

 

L'interprete di 'Le iene' è oggi di passaggio a Roma prima di andare al Giffoni Film Festival, dove sabato sarà ospite d'onore della rassegna.
Nella pellicola di Haneke (uscita in Italia l'11 luglio), di cui è protagonista con Naomi Watts, Michael Pitt e Brady Corbet, l'attore britannico interpreta George, borghese sposato che insieme alla moglie Ann (Watts) e al figlio vengono sequestrati, segregati e torturati senza motivo, nella loro casa delle vacanze, da Peter e Paul, due ragazzi vestiti di bianco, apparentemente beneducati, che bussano alla loro porta chiedendo delle uova.

 

Roth è sugli schermi anche con il campione d'incassi 'L'incredibile Hulk' di Louis Leterrier, in cui si è calato nei panni del mutante Emil Blonski - Abominio, nemico giurato del gigante verde. ''E' un film fantastico, e io l'ho fatto soprattutto per i miei figli (Jack, di 23 anni, Timothy di 13 e Cormac di 12, ndr). Se la tua faccia finisce su un cestino per la merenda, dev'essere per qualcosa di 'fico'".

 

L'attore 47enne, che dovrebbe essere fra gli interpreti del nuovo film, ambientato durante la II guerra Mondiale, di Quentin Tarantino, 'Inglorious Bastards', per cui si sono fatti recentemente anche i nomi di Leonardo Di Caprio e Brad Pitt, ha in progetto di tornare presto alla regia, a quasi dieci anni dal suo esordio dietro la macchina da presa, con 'Zona di guerra': ''Vorrei dirigere un adattamento di un libro intitolato 'Turning stones', l'autobiografia di un giovane uomo che si è unito a una squadra di agenti con il compito di salvare i bambini vittime di abusi (tema anche del precedente film di Roth, ndr). E' una storia che si abbina a 'Zona di guerra', ma non si indora nessuna pillola, si parla della realtà''.

 

L'interprete di 'La leggenda del pianista sull'oceano' sta pensando anche di dirigere un adattamento, firmato da Harold Pinter di 'Re Lear' di Shakespeare. Roth, candidato all'Oscar nel 1996 per 'Rob Roy', intanto però, non rallenta il suo lavoro di attore. Fra i progetti a cui tiene di più c'è '44 Inch Chest' di Malcolm Venville, storia di un marito che non si rassegna all'abbandono della moglie e decide, con i suoi amici, di rapirla. Fra gli altri interpreti ci sono Ray Winstone, Ian McShane, John Hurt e Stephen Rea. Inoltre sarà nella megaproduzione spagnola 'The King Conqueror', nei panni di Pedro II D'Aragona.










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