Tutto sospeso per la manifestazione canora: la tv pubblica vorrebbe tagliare gli eventi collaterali per ridurre i costi, contraria la città ligure che chiede anche un nuovo accordo quinquennale
Roma, 7 agosto 2008 - Festival di Sanremo 2009 a rischio se non si raggiungerà un'intesa in tempi rapidi per il rinnovo della convenzione tra la Rai e il Comune. Il direttore generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon, non ha usato mezzi termini nella lettera inviata al sindaco della città ligure, Claudio Borea.
Il futuro della kermesse canora è incerto e, per il momento, resta sospeso anche l'accordo con Paolo Bonolis, dato ormai per certo come nuovo conduttore. Borea ribadisce la volontà di approdare a una soluzione condivisa e di 'salvare' la manifestazione.
Nella missiva, che segue un'altra del 31 luglio rimasta senza risposta, Cappon esprime tutta la sua preoccupazione per realizzazione del prossimo festival, sottolineando che per le diverse strutture aziendali coinvolte il ritardo già accumulato è difficilmente colmabile e che normalmente di questi tempi erano già pronti almeno il progetto e spesso anche il regolamento.
Il dg ribadisce la volontà dell'azienda di confermare il livello di investimenti sul festival, 'sforbiciando' invece le spese per le manifestazioni collaterali, e rivendica che la proposta di Viale Mazzini contiene tutti gli elementi per il rilancio di Sanremo dopo la crisi di ascolti dell'ultima edizione, mentre la controproposta del Comune è incompatibile con livelli di costo sostenibili e non fornisce garanzie per il rilancio del prodotto.
In discussione, a quanto si apprende, c'è innanzi tutto la durata della convenzione, che la Rai vorrebbe triennale, mentre il Comune insisterebbe per un accordo quinquennale (come quello attuale, che scade il 31 dicembre), ma anche il 'quantum'. Viale Mazzini punta a ridurre l'esborso - Borea nelle scorse settimane ha parlato di un taglio del 30% proposto dall'azienda - non tanto sul festival quanto sugli eventi secondari: attualmente la Rai investe al netto circa 35 milioni di euro spalmati su cinque anni.
Confermate in palinsesto le cinque serate, si litiga invece sul Dopofestival, che la Rai vorrebbe ''non avere l'obbligo'' di fare, come ha spiegato il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce, ma che per l'amministrazione cittadina e per il Casinò resta una vetrina importante.
Il braccio di ferro non suscita stupore in Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione dell'industria musicale: ''Anche la Rai - dice - si sta rendendo conto che il festival è un evento molto costoso e che non si puo' dare alla citta' di Sanremo questa quantita' di denaro per un evento che ha il destino segnato''.
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