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'IL GRANDE SOGNO'

Cast d'eccezione per l'ultima pellicola di Michele Placido

Il film narra le vicende di un gruppo di giovani che capiranno quali sono i propri ideali e le proprie ambizioni sullo sfondo del '68. Il regista ha voluto davanti alla macchina da presa Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Laura Morante e Silvio Orlando

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Michele Placido Roma, 19 settembre 2008 - Sono terminate oggi le riprese italiane di 'Il Grande Sogno', di Michele Placido. Prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, il film, con un budget di oltre otto milioni di euro, (tra i più alti per un film italiano negli ultimi vent'anni) rappresenta il grande ritorno della Taodue al cinema, sancito proprio questo settembre con la fusione con Medusa Film, dopo diversi anni di televisione.

 

L'ultima fatica di Michele Placido, definito dal regista "il film della mia vita", è una storia d'amore sullo sfondo del '68, che attualmente festeggia il suo quarantennale. Un progetto fortemente voluto da Placido, che, sostenuto dalla Taodue, ha chiamato davanti alla sua macchina da presa Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Laura Morante Silvio Orlando e molti altri, per dare corpo ad una storia corale ed individuale insieme, ma anche profondamente radicata nella biografia dello stesso regista.

 

'Il Grande Sogno' è prima di tutto una grande storia d'amore e di passione. Racconta le esperienze di un gruppo di giovani che devono affrontare se stessi e un mondo nuovo; nel farlo capiranno chi sono, conosceranno le proprie ambizioni, inquadreranno i propri sogni e ideali, ma soprattutto impareranno ad amare.

 

"Al cinema il '68 è stato finora raccontato da sinistra e da destra -afferma Placido- Io offro una angolatura originale, racconto la mia 'conversione': quella di un ventenne, meridionale, poliziotto, che dopo aver manganellato gli studenti universitari capisce la loro protesta e passa dall'altra parte della barricata. Vorrei render anche il clima di speranza di quegli anni. Il 1968 l'ho preso in pieno, l'ho vissuto sulla mia pelle e sento l'esigenza di raccontare come eravamo, come pensavamo, come è nata la politicizzazione dei giovani in quegli anni, proprio sulla base della mia esperienza personale di giovane poliziotto del sud arrivato a Roma nel 1966".

 

"Il Grande Sogno' è un ritorno al cinema carico di simbolismi per la Taodue -commenta Valsecchi- Con questa produzione riafferma la sua linea editoriale, legata a un cinema e una televisione che raccontino il Paese, i suoi turbamenti, le sue trasformazioni: legata a storie che siano lo specchio del paese e che aiutino a salvaguardare la memoria storica e la coscienza collettiva a beneficio delle nuove generazioni".










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