La Paramount ha rotto il contratto con il regista. La svolta del cineasta: 35 film in 5 anni in India e porterà a termine i progetti in corso con la major
New York, 7 ottobre 2008 - Il divorzio da ieri è ufficiale. Steven Spielberg abbandona Hollywood per spostarsi a Bollywood. Lascia Beverly Hills per muoversi in India. E’ una vera svolta. I prossimi cinque anni saranno tutti all’insegna di questa grande separazione. Dreamworks, gli studios che Spielberg ha fondato e che sono partner della Paramount Pictures in molti film di successo, metteranno tutte le loro energie e creatività al servizio dell’industria emergente alle porte di Mumbay che cerca di competere con la grande collina del cinema californiana.
E’ stata la Paramount ieri mattina ad annunciare la fine del fortunato sodalizio ricordando che insieme Paramount e Dreamworks con la presenza di Spielberg avevano vinto 3 Oscar consecutivi come miglior film dell’anno a partire da 'American Beauty' per passare a 'Il Gladiatore' e finire con 'A beautiful mind'. Insieme ai finanziatori indiani però Spielberg, che aveva annunciato da mesi l’intenzione di muovere le sue attività in oriente, ha ottenuto di essere fiancheggiato nella nuova impresa anche dal colosso bancario americano JPMorgan che ha fatto anche da garante nell’intera operazione di separazione che si è aggirata sul miliardo e mezzo di dollari.
Il regista di 'E.T' e 'Indiana Jones' con i nuovi soci indiani pensa di realizzare 35 film nei prossimi 5 anni ma completerà anche i tre progetti in corso con la Paramount. "Abbiamo avuto insieme anni straordinari dal punto di vista creativo e finanziario", ha detto presidente della Paramount Brad Grey. Nel fine settimana però non solo Spielberg con Dreamworks ma anche la Twenty Century Fox ha raggiunto un accordo con Vipul Amrutlal Shah, uno dei produttori indiani di maggior successo per i film in lingua Hindi, dimostrando come ci sia da parte del colossi di Hollywood un interesse crescente verso il mercato orientale e soprattutto nel trasformare Bollywood come la futura alternativa a Hollywood.
Anche Spielberg ha fatto sapere che si è trattato di un divorzio consensuale e che "gli anni insieme alla Paramount sono stati utili interessanti e la collaborazione davvero molto creativa". Lo dimostra il fatto che il regista proseguirà nei prossimi mesi il completamento delle riprese per 'When Worlds Collide' il remake della 'Guerra dei mondi' e l’annuncio che ci saranno collaborazioni anche negli anni a venire. In questi termini però è difficile tradurre un divorzio di fatto un semplice "arrivederci".
Con Dreamworks che si sposta a Bollywood, il messaggio che regista e manager e fondatore del suo gruppo come David Geffen, il vero negoziatore del nuovo piano, fanno capire che si tratta di una scelta di campo per ottenere mani più libere rispetto ai vecchi studios e ai loro programmi e poter impostare un’agenda produttiva del cinema basati su criteri non solo americanocentrici. E’ una sfida ma anche una scelta culturale che Spielberg ha lanciato e potrebbe essere seguito anche da altri.
dall’inviato Giampaolo Pioli