L'attore: "Io e Ghini siamo due ‘donchisciotte' diversi per cultura: lui è un professore che parla forbito e io un analfabeta. Niente più situazioni di tradimenti o corna: siamo due padri che vanno in Brasile per seguire i figli"
Roma, 18 dicembre 2008- "Finalmente lavoro con un attore e non con un comico. Con un attore puoi costruire qualcosa, perchè è in grado di interpretare ruoli drammatici, brillanti, sa ballare, sa cantare. I comici, invece, come Massimo Boldi, sono soprattutto personaggi". Si toglie una volta per tutte un ‘sassolino dalla scarpa' Christian De Sica, parlando dell’ultimo cinepanettone, "Natale a Rio", in cui fa coppia con Massimo Ghini dopo anni passati insieme a Boldi.
"Francamente credo di averci guadagnato a lavorare con un attore come Massimo Ghini. Io nasco attore brillante e rendo al meglio quando recito con uno come me. Tanti anni fa - ricorda - al tempo del mio primo cinepanettone ("Vacanze di Natale" del 1983, ndr), molti familiari e molti amici mi hanno detto che ero matto perchè avevo scelto di lavorare nel film di Vanzina rifiutando l’offerta di Vittorio Gassman. Ma la mia scelta è stata indovinatissima: a 57 anni ho fatto 90 film, sono 25 anni che faccio film di Natale, ho debuttato in teatro, ho scritto un libro. E devo tutto alla mia scelta di allora".
De Sica è protagonista del film di De Laurentiis (Aurelio e il figlio Luigi) diretto da Neri Parenti, insieme a Massimo Ghini, alla coppia Fabio De Luigi-Michelle Hunziker, a Paolo Conticini e a due dei giovani attori più promettenti del cinema italiano, Ludovico Fremont (famoso amico di Marco ne "I Cesaroni" in tv) e Emanuele Propizio (Elio Germano da giovane in "Mio fratello è figlio unico" e pargolo della coppia Verdone-Gerini in "Bianco rosso e... Verdone").
In una conferenza stampa un pò kafkiana, protagonisti, regista e produttori hanno parlato di un film che nessuno dei giornalisti ha visto, che uscirà domani in circa 800 copie e che sarà campione d’incassi in Italia indipendentemente dal suo reale valore raccogliendo un numero di milioni di euro di guadagno a due cifre.
Il cinepanettone, termine che Aurelio De Laurentiis ricorda con soddisfazione che è entrato ufficialmente nel dizionario della lingua italiana, ha da un quarto di secolo un solo unico grande interprete, Christian De Sica. L’attore romano è riuscito così a ritagliarsi un suo spazio nel mondo del cinema di cui il padre Vittorio è stato uno dei massimi interpreti di tutti i tempi. "La verità è che non avrei mai potuto fare ‘Ladri di biciclette' e se avessi pensato di fare quello che aveva fatto mio padre, sarei stato un fallito - dice l’attore -. Io ero affascinato da un mondo diverso dal suo. Mi piacevano le pailettes, Montecarlo, il varietà. Ho scelto i Vanzina perchè sentivo ‘a puzza' che questo genere di film faceva per me. E ho fatto bene se ne parliamo dopo 25 anni. Questo genere di film mi ha dato credibilità".
Per il suo 25mo anno di cinepanettoni, De Sica ha avuto in regalo da Marco Martani, Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni che, con il regista, hanno scritto la sceneggiatura, un film diverso dagli altri cinepanettoni. "Io e Massimo Ghini siamo due ‘donchisciotte' diversi per cultura: lui è un professore che parla forbito e io un analfabeta - spiega ancora De Sica -. Niente più situazioni di tradimenti, corna o simili: siamo due padri che vanno in vacanza in Brasile per seguire i rispettivi figli e per un equivoco avviene uno scambio del pacchetto vacanze e ci ritroviamo ad alloggiare in bettole di second’ordine. Era giunto il momento, a 57 anni, di smettere di fare il cascamorto - aggiunge -. Quest’anno ho smesso di fare il traditore, il puttaniere, il parolacciaio, il palazzinaro, il ladro. Il prossimo passo, mi auguro, sarà quello di fare un film tutti insieme e non più due episodi distinti".
FONTE AGI