Il cantante ha ricevuto nei giorni scorsi critiche feroci dall’Arcigay per il testo del brano destinato a Sanremo nel quale si parla di un gay che ritorna all’eterosessualità
Roma, 4 gennaio 2009 - «Ricevo minacce di morte e lettere minatorie, ma non rinuncio a Sanremo e non cedo alle intimidazioni».
Sono le parole di Povia (36 anni) pubblicate da ‘Tv Sorrisi e Canzoni', nel numero in edicola domani, lunedì 5 gennaio. Il cantante ha ricevuto nei giorni scorsi critiche feroci dall’Arcigay per il testo di "Luca era gay", il brano destinato a Sanremo nel quale si parla di un gay che ritorna all’eterosessualità.
«Non sarà certo l’Arcigay a fermarmi», prosegue Povia. «Se Bonolis mi ha scelto, avrà valutato bene; ci fosse stato Baudo non so: non credo mi percepisca nel suo Dna».
Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, rincara la dose: «Povia ha fatto un’operazione disgustosa: farsi pubblicità speculando sulle sofferenze delle persone.
L’omosessualità viene considerata come una malattia da cui guarire. E siamo stupefatti per come Bonolis abbia accettato questa squallida operazione pubblicitaria».