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NELLE SALE ITALIANE

In arrivo 'Gran Torino' di Eastwood
"Ecco come un razzista può cambiare"

Il regista è anche il protagonista della pellicola: "Pensavo di averne avuto abbastanza di recitare, ma evidentemente non era vero". Il film parla anche degli Hmong, comunità sbarcata negli Usa dopo la guerra in Vietnam

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Clint Eastwood (Ansa) Roma, 7 marzo 2009 - Clint Eastwood è tornato e, questa volta, non solo alla regia. L'ex pistolero dagli occhi di ghiaccio, infatti, torna davanti la macchina da presa con 'Gran Torino'. "Non ho cercato affatto questo ruolo - spiega -, ma non si può dire che ce ne siano molti per quelli della mia età. E così, dopo 'Million Dollar Baby', pensavo di averne avuto abbastanza di recitare, ma evidentemente non era vero".

 

Nella pellicola, che arriverà in Italia nelle sale il 13 marzo, Eastwood veste i panni, con vero coraggio, di un vecchio reazionario come Walt Kowalski, un razzista con troppi sani valori per non aprirsi alla fine alla tolleranza. "Mi piaceva il fatto che Kowalski fosse un personaggio davvero pazzo sempre pronto a trovare dei motivi per insultare qualcuno - prosegue l'attore-regista -. Da piccolo ho conosciuto tante persone come lui. Nel caso di Walt è un veterano della guerra di Corea, la cui moglie è appena morta e con due figli e nipoti con cui non ha affatto rapporti. Gran parte dei suoi amici sono poi morti".

 

"Lui è un uomo che ha lavorato per cinquant’anni alla Ford Motor Company e si ritrova circondato da vicini di origine asiatica. E lui - sottolinea Eastwood - è uno che non ama certo i cambiamenti". Sul razzismo del personaggio, Eastwood spiega: "Walt è chiaramente un razzista, ma impara poco a poco la tolleranza attraverso le sue relazioni forzate con la famiglia Hmong che vive proprio nella villetta vicina alla sua. Tutto cambierà quando, dopo aver aiutato il loro figlio adolescente Thao da una gang asiatica, scoprirà la riconoscenza e solidarietà di questo popolo".

 

Il film è anche il primo sulla comunità Hmong, sbarcata negli Usa dopo essere stata alleata con l’esercito americano nella lotta al comunismo in Vietnam. "Di questa comunità si sa davvero poco in America - aggiunge Eastwood -, io stesso ho dovuto leggere e imparare per capire davvero chi sono. Originari del Laos vivono in America a Fresno (California), a Minneapolis-St.Paul e in Michigan, dove abbiamo appunto girato il film. Così, per essere i più veritieri possibili, ho voluto utilizzare nel cast solo veri Hmong per Gran Torino".

 

Negli Usa il film è stato un successo al box office, finora ha incassato oltre 140 milioni di dollari.










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