Contatti con la rai per verificare le possibilità di uno show in autunno. "Tutto è pronto, il programma, lo staff e anche il titolo. Aspetto una risposta". Il cantante showman, a 71 anni suonati, assicura ogni volta bagni di ascolti a cui nessuna rete si sentirebbe di rinunciare
Roma, 22 aprile 2009 - UN PROVOCATORIO grido di allarme sulla distruzione della terra per mano dell’uomo: è l’urlo di Adriano Celentano, 12 minuti di immagini choc, di quelle che scuotono le coscienze e un refrain che è il solito pugno nello stomaco: «Tutti quanti insieme salteremo in aria bum!». S’intitola Sognando Chernobyl e va in onda stasera su SkyUno (22,15) per onorare l’Earth Day, la Giornata della Terra. Ma il Molleggiato deve stupire, e annunciando la clip butta là che sì, tornerà in tv, in Rai, e che nel cassetto ha già pronte sei puntate di uno show nuovo di zecca.
«Su richiesta della Rai - spiega - antecedente alle nomine di questi ultimi giorni, ci sono stati alcuni incontri per verificare la possibilità di un mio ritorno in televisione. Io sono pronto per rientrare in autunno con sei puntate. Tutto è pronto, il programma, lo staff e anche il titolo. Aspetto una risposta».
E il titolo qual è? «Non vi sembra di esagerare?» risponde lui, abituato a non rivelare niente dei suoi programmi nemmeno a un minuto dal via della telecamere. D’altra parte le sorprese e l’assoluta libertà editoriale sempre tesa a destrutturare il varietà televisivo sono sue esigenze imprescindibili. Quelle che poi suscitano anche polemiche aspre, insieme ai sermoni, ai monologhi interrotti da voragini di silenzi, ai contratti milionari: tutto però tollerato e per l’indiscutibile valore di Celentano e perché il cantante showman, a 71 anni suonati, assicura ogni volta bagni di ascolti a cui nessuna rete si sentirebbe di rinunciare. La sua cifra è proprio questa: provocazione e successo popolare.
CON QUESTI ingredienti ha retto per oltre vent’anni in tv, dall’87, quando conduce il primo Fantastico del dopo-Baudo, fino all’ultimo show del novembre 2007, La situazione di mia sorella non è buona. Tra sermoni, amnesie, silenzi, papere, Celentano inchioda con Fantastico davanti a Raiuno milioni di spettatori (oltre 15 per la finale). Il clou, sabato 7 novembre 1987: alla vigilia del referendum sulla caccia mostra un raccapricciante filmato sull’uccisione delle foche e invita il pubblico a scrivere sulla scheda referendaria «La caccia è contro l’amore» e a mandare al Capo dello Stato il messaggio «Io sono il figlio della foca, non voglio che mia madre pianga».
Si corregge, ma non evita la multa della Rai né il processo per turbativa elettorale, da cui esce assolto con formula piena. Rimette piede in Rai il 5 novembre 1991. Nel 2005 il nuovo pulpito di Celentano è Rockpolitik, sempre Raiuno: dividendo il mondo in lento e rock, il telepredicatore parla di fame, guerra, violenza, ridà il microfono a Michele Santoro, ospita Roberto Benigni che fa il verso a Totò e Peppino e scrive una memorabile lettera a Berlusconi. E davanti alla tv ci sono oltre 15,5 milioni di persone.
di ANNALISA SIANI