"Sii un eroe e aiutami a raccontare la più grande frode della Storia americana”, aveva detto agli uomini di Wall Street pensando al nuovo 'Capitalism: a love story'. L'implacabile telecamera del regista è contro la crisi economica e finanziaria, si comincia a ottobre
Roma, 9 luglio 2009 - Michael Moore ha puntato l’obiettivo della sua implacabile telecamera contro la crisi economica e finanziaria che ha scosso il mondo nell’ultimo anno: il regista di “Fahrenheit 9/11” ha annunciato che il suo prossimo documentario si intitolerà “Capitalism: A Love Story”. Moore, scrive la Bbc, garantisce che si tratterà di una vera "storia d’amore” in cui non mancheranno “sensualità, passione, avventura e 14mila posti di lavoro in meno ogni giorno”.
Il regista premio Oscar, che ha realizzato tre dei documentari che hanno guadagnato di più al mondo, inizierà a girare negli Stati Uniti ad ottobre. In febbraio Moore aveva lanciato un appello agli uomini di Wall Street e del mondo finanziario affinché si facessero avanti e dicessero ciò che sapevano. “Sii un eroe - aveva detto - e aiutami a raccontare la più grande frode della Storia americana”.
Moore vinse il premio Oscar per il Migliore documentario nel 2002 con “Bowling for Columbine”, dedicato all’uso delle armi in Usa, e ricevette una nomination per “Sicko” (2007), documentario sul sistema sanitario americano. “Fahrenheit 9/11” (2004), dura critica all’amministrazione Bush, vinse invece la Palma d’Oro al Festival di Cannes