J.Lo e Bullock da Oscar Sanremo superdonne
Le star all'Ariston. Con Tiziano Ferro, invitato a ritirare il premio per il suo cd. Morgan? Non sarà sostituito. Povia porta con sé Marco Masini, Arisa Lino Patruno, Cristicchi i Minatori. Ed Enrico Ruggeri riunisce i Decibel
Milano, 8 febbraio 2010 - Le donne salveranno il festival. Jennifer Lopez, che Sanremo ha inseguito per anni, e Sandra Bullock (fresca candidata all’Oscar per The Blind Side), mito di una generazione di maschietti. Susan Boyle e gli ambigui Tokyo Hotel. Qualcuno aggiungerà anche il Moulin Rouge ma mi disssocio. Ieri si parlava di Bill Clinton, anche lui già invitato molte volte, ma sembra meno sicuro anche se l’idea, garantisce Mazzi, era "molto carina".
Il direttore artistico sta archiviando una serie di dolorossisimi no "da parte di amici veri. Certo, ognuno avrà le sue buone ragioni, ma stiamo lavorando fino all’ultima ora per portare qualcuno di forte. Non sono risucito a convincere Ligabue, Vasco è stato onesto: mi ha detto subito no. Un anno arrivano Eros e la Pausini, un altro niente. Va così". All’ultimo potrebbe salire sul palco dell’Ariston Tiziano Ferro: il posto ideale per ritirare il premio per l’album che più è stato in classifica nel 2009 (oltre mezzo milione di copie). Solo che vorremmo che cantasse per noi.
Morgan "non sarà sostituito- conferma Gianmarco - per una questione di rispetto e la sua canzone La sera non sarà interpretata da altri. Verrà come ospite? Non se ne è ancora riparlato. Lo decide il direttore di rete in accordo con la direzione generale. A me preme che lui si curi e possa ritornare a lavorare, anche in tv. Se poi canta a Sanremo non può farmi che piacere: l’ho scelto io".
Auguri, le candeline sono sessanta. Le canzoni della memoria otto. Come i superospiti. "Non mi stancherò di ringraziare chi è venuto. Ho cercato tutti, cominciando da chi mi aveva dato la sua disponibilità. Ogni anno riparto da Jagger, McCartney, Dylan (Jackson quando era vivo), Jennifer Lopez, Madonna. Ci provo anche se è difficile. Così con gli italiani, da Claudio Baglioni a Dalla e De Gregori. Mi tengo allora stretti Elisa, Carmen Consoli e Fiorella Mannoia, Miguel Bosè, Riccardo Cocciante, Edoardo Bennato, Francesco Renga e Massimo Ranieri. Faranno una cosa bellissima". La qualità non si discute, vedremo gli ascolti.
Le coppie. Qualche anticipazione per il venerdì. Povia presenta Marco Masini, Malika un ballerino della Scala. Marco Mengoni sarà accompagnato da un quartetto d’archi. Simone Cristicchi dal Coro di Minatori. Arisa con la Lino Patruno Jazz Band. Valerio Scanu con Alessandra Amoroso. Enrico Ruggeri riunisce i Decibel.
Rossi e neri. L’idea di spettinare la Clerici, con la riga a sinistra, e il suo festival cova da mesi. Si era pensato a Corrado Guzzanti, con il placet della rete, poi ad Aldo Giovanni e Giacomo. Alla fine a Paolo Rossi: su di lui non c’erano perplessità politiche ma di appeal generalista. In altre parole: non ci serve un grande di nicchia ma un evento. Come sarebbero o saranno Jennifer Lopez e Bill Clinton. Senza dimenticare Paolo Bonolis e Maurizio Costanzo (con Maria?). O il colpo che verrà. Sanremo ne ha sempre almeno uno in canna e lo spara all’ultimo momento.
Antonellina è stata un po’ sommersa dagli eventi. Può essere un vantaggio: meno pressione su lei e gli autori; il messaggio che il festival è un campo minato, da non sottovalutare mai. Porta i suoi bimbi del 2009, il Trio che partecipa al benefit We are the World per Haiti. Michele Torpedine e Tony Renis hanno scelto tre quindicenni, Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble. L’album del Trio uscirà a primavera per la Universal Usa e hanno già tenuto un concerto a Miami. Anche per questo Quincy Jones li ha voluti nel progetto per Haiti.
Marco Mangiarotti
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