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Muti dirige il Nabucco Presenti Napolitano e Berlusconi

A Roma applausi per il maestro Muti e Giorgio Napolitano. Clima rasserenato dalle parole di Tremonti e Berlusconi per ovviare ai tagli del Fondo unico dello spettacolo

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Giorgio Napolitano, 85 anni, e Riccardo Muti, 69 (Ansa)

Roma, 18 marzo 2011 - Una serena, solenne ufficialità ha regnato al Teatro dell’Opera di Roma per la rappresentazione del 'Nabucco' di Verdi diretto da Riccardo Muti, spettacolo celebrativo dell’Unità d’Italia, nella recita organizzata dalla presidenza del Consiglio, presenti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi, con la signora Clio e il presidente del Senato Renato Schifani.

La sala, splendente di luci, era addobbata nei palchi con tricolori e ritratti dei padri della Patria; la facciata del teatro era illuminata con le luci del tricolore e nella piazza antistante compariva una installazione con le parole del Giuramento della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, del luglio 1831. Un lungo applauso ha accolto il Presidente della Repubblica al suo arrivo al Teatro dell’Opera e calorosi applausi per Muti che ha dato immediatamente l’attacco dell’inno di Mameli, non appena salito sul podio. Subito dopo, con la trascinante sinfonia, il “Nabucco” ha avuto il suo corso.

Qualcuno temeva che, come è accaduto alla “prima” dell’opera, anche ieri la rappresentazione venisse animata da manifestazioni 'irrituali': l’unica, sul finale, con i lavoratori del teatro usciti sul palco con due striscioni. Su uno c’era scritto: "Nel 150° dell’Unità d’Italia salviamo un’identità nazionale e l’opera lirica", sull’altro: "Grazie maestro Muti". Come si ricorderà ci sono stati alla 'prima' diversi lanci di volantini e lo stesso Muti ha preso la parola contro i tagli del Fondo unico dello spettacolo e poi, alla fine del terzo atto, ha coinvolto tutto il pubblico nel bis del coro 'Va’ pensiero', amara considerazione per un’Italia 'sì bella e perduta' di fronte alla drastica politica di tagli alla cultura.

Ma ieri l’atmosfera è apparsa decisamente rasserenata dopo l’incontro che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha avuto mercoledì al Teatro dell’Opera con Muti e il sindaco Gianni Alemanno. Tema della conversazione è stata appunto la questione dei tagli del Fus, il Fondo unico dello spettacolo, passato in due anni da 457 a 231 milioni di euro. Tremonti si è impegnato ad affrontare il problema: "Ho incontrato il presidente del Consiglio e poi ho incontrato il maestro Muti. Ho visto, ho sentito, ho capito e, per quanto è di mia competenza, mi hanno fatto dare la parola". Muti ha confermato l’esito positivo dell’incontro ancora ieri sera al Tg1: "La parola data dal ministro sull’affrontare il problema e risolverlo è un fatto positivo".

Sempre ieri, nel suo discorso alle Camere riunite per il 150°, Napolitano aveva ha ricordato l’importanza di lingua e cultura come "fattori determinanti di questa nostra identità italiana". L’impegno preso dal ministro dell’Economia, ancora nella serata di ieri, è stato poi sigillato da Berlusconi in un incontro in foyer, durante un intervallo, con Alemanno e i i rappresentanti sindacali dei lavoratori del teatro.

In questo clima, si è svolta la recita del 'Nabucco', travolgente in tutta la sua entusiasmante carica risorgimentale, trasmessa in diretta da Rai Radio Tre e dalla Rai in registrata (per volontà del Maestro e del Teatro dell’Opera), ma all’interno di una diretta (l’arrivo di Napolitano, i commenti durante gli intervalli) curata da Rai Storia e proposta anche da Raitre.  

di Enrico Gatta

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