Leonardo DiCaprio a Roma per la sua isola della paura

Dopo il blitz agli scavi di Pompei, l'attore presenta con Martin Scorsese 'Shutter island', al Festival di Berlino il 13 febbraio e nelle sale italiane dal 5 marzo

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Roma, 8 febbraio 2010 - Nelle sale italiane arriverà solo il prossimo 5 marzo, distribuito da Medusa in circa 400 copie, ma Leonardo DiCaprio e Martin Scorsese sono già a Roma per la conferenza stampa all'Hotel Hassler.
 

Si tratta dell’atteso ultimo film del regista americano: il thriller psicologico con venature dark ed elementi gotici ‘Shutter Island’. Prima di approdare ai grandi schermi, la pellicola passerà prima fuori concorso sabato 13 febbraio al Festival di Berlino (11-21 febbraio).
 

'Shutter Island' racconta la storia ossessiva e misteriosa di un capo della polizia Teddy Daniels (DiCaprio) che insieme al suo nuovo partner (Mark Ruffalo) si ritrova in missione a Shutter Island, un’isola inquietante dove si trova un impenetrabile ospedale per pazzi criminali. Qui i due scopriranno una realtà più terribile di quanto potessero immaginare e Daniels dovrà fare i conti con un passato dai lati oscuri.
 

Il film è tratto dal bestseller omonimo di Dennis Lehane, autore tra l’altro di 'Mystic River'. Fanno parte del cast anche Ben Kingsley, e Max Von Sydow, mentre le scenografie sono di Dante Ferretti.
 

"Il mio ruolo ha una duplicità. Con Martin Scorsese abbiamo provato a sperimentare estremi di comportamento e ci siamo spinti molto oltre. Questo è certamente il personaggio più complesso, dark e violento che abbia mai interpretato". Questa la spiegazione dello stesso DiCaprio durante una affollatissima conferenza stampa a cui hanno partecipato anche il regista e i produttori oltre al presidente di Medusa, Carlo Rossella, il personaggio di Teddy Daniels.
 

"Questo film è un mix di vari generi - ha spiegato l’attore, elegantissimo -. È un thriller psicologico e anche un horror gotico che ha come tema centrale il dolore, il trauma, la tragedia umana. Parla della capacità di un essere umano di superare il dolore. Il protagonista di questo film - ha aggiunto - rientra nel novero dei grandi personaggi creati da Scorsese, violentissimi come in ‘Taxi driver’ o in 'Toro scatenato'. In loro, come in Teddy Daniels, la violenza nasce dal dolore interiore e viene rivolta verso l’esterno".
 

"Mi interessano i ruoli che mi toccano profondamente - spiega - personaggi incasinati, che hanno sofferto, oscuri, dark. Da quando ho iniziato a interpretare ruoli di protagonista, a 15 anni, ho sempre desiderato fare qualcosa di buono nella mia carriera come i miei idoli che sono stati Robert De Niro, James Dean.
Montgomery Clift. Non mi sento nè mi sono mai sentito arrivato - aggiunge - e spesso quando interpreto un personaggio sono nervoso e ho la forte sensazione di non aver fatto abbastanza".
 

In questo film Martin Scorsese ha diretto DiCaprio per la quarta volta in otto anni e il loro rapporto ormai è consolidato. "Ora c’è assoluta fiducia tra noi - ha spiegato il regista -. Con Leo è possibile toccare livelli sempre più profondi e questa storia, tratta da un libro di Dennis Lehane, che tra l’altro ha scritto anche ‘Mystic River’ (libro da cui è stato tratto nel 2003 il film di Clint Eastwood - ndr), ci ha dato la possibilità di andare oltre e di raggiungere in questo film un’intensità altissima".

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