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Il disegnatore di casa Pixar in lizza per una delle preziose statuette che verranno assegnate il 26 febbraio a Los Angeles
Bologna, 24 gennaio 2012 - L'onore dell'Italia per la notte degli Oscar è affidato a tre nomi: due sono quelli dei pluripremiati scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, l'altro è quello del disegnatore Enrico Casarosa che, con il suo primo lavoro da regista, 'La Luna', proverà ad aggiudicarsi la statuetta come miglior cortometraggio d'animazione. Nato e cresciuto a Genova, 40 anni, Casarosa ha iniziato a lavorare per la Pixar nel 2002 contribuendo, in qualità di story artist, al successo di film come 'Cars', 'Ratatouille' e 'Up'.
'La Luna', presentato lo scorso ottobre in anteprima al ViewFest di Torino, arriverà nelle sale quest'estate, quando sarà proiettato in accoppiata con il prossimo film Disney Pixar, 'Brave'. "E' una storia un po' autobiografica - ci racconta -. Sono cresciuto con un papà e un nonno in perenne lite tra loro e io mi sono sempre trovato un po' incastrato tra queste due figure maschili". E, in realtà, la storia racconta proprio la favola senza tempo di un bambino che si trova a confrontarsi con le tradizioni familiari e l'insolito lavoro dei suoi antenati. "La Luna, però, è stato anche un modo per tornare a casa, in Italia", spiega, ricordando Federico Fellini e Italo Calvino tra le sue fonti d'ispirazioni.
Cresciuto a pane e cartoni animati giapponesi ("soprattutto il grande maestro Miyazaki"), ci confida candidamente che per lui "è sempre venuta prima l'immagine della parola". Sarà anche per questo che a vent'anni si è trasferito a New York presso la Scuola di Arti Visive e di Illustrazione del Fashion Institute of Technology. "Il problema è che in Italia non esiste nulla di simile nel campo dell'animazione", rivela, consigliando però a chi vuole intraprendere la sua strada "di andare a cercare storie proprie" e "di costruirsi un'esperienza sul campo". Il suo motto? Un aforisma di Billy Wilder. "Fidati del tuo istinto, almeno gli errori saranno i tuoi e non quelli di qualcun'altro".
di Daniela LaganĂ