Notizie locali Bologna / Modena / Pesaro / Rimini / Firenze / Arezzo / La Spezia / Prato / Milano / Bergamo / Lodi / Monza Brianza Tutte le città

La favola in 3D di Scorsese

In Italia arriva "Hugo Cabret", l'anteprima a Bologna

Il film nelle sale dal 03 febbraio e anticipato al "Future Film Festival" è tratto dal best seller di brian Sleznick e ha ricevuto 11 nomination all'Oscar

Martins Scorsese, nominato come miglior regista per il film 'Hugo Cabret' (Olycom)
Martins Scorsese, nominato come miglior regista per il film 'Hugo Cabret' (Olycom)

Roma, 01 febbraio 2012 - VIA DAI THRILLER, dai drammi etici, dalle biografie eccentriche e dalla pazza folla urbana. Scorsese per una volta percorre le strade che più s’adattano al rivale Spielberg e s’immerge nella fiaba, nel racconto favoloso, alla ricerca della stupefacente emozione visiva. Arriva in Italia, con anteprima offerta a Bologna, dal Future Film Festival domani, “Hugo Cabret” la pellicola che ha valso al regista italoamericano il recente Golden Globe alla regia e undici nomination ai prossimi Oscar.

TRATTO da un best seller di Brian Selznick (nipote del grande tycoon hollywoodiano David O.), il film tradisce volutamente la poetica adolescenziale del libro e sceglie di raccontare con passione l’universo dei trucchi e delle magie, indissolubilmente collegate con il mondo dello schermo. Utilizzando la tecnica del 3D, Scorsese, da provato cinefilo, offre a se stesso, ancor prima che al pubblico, un divertimento fastoso (ma non enfatico) che affonda le radici nel suo immaginario di spettatore cinematografico. Come dimostra, innanzitutto, il personaggio del vecchio giocattolaio in cui troviamo, idealizzata, la figura di Georges Méliès, vero padre del cinema, i cui panni - dopo una prima esitazione in cui il regista avrebbe pensato di indossarli personalmente - sono stati affidati a un efficace Ben Kingsley. Del resto c’è in giro una forma di nostalgia per il passato della celluloide, come dimostra il recente e inaspettato successo di “The Artist”, e “Hugo Cabret”, pur da diversa prospettiva, rafforza la stessa immagine vintage del cinema.

LA VICENDA è un esile filo che Scorsese naturalmente usa per tessere la tela a modo suo: nella Parigi dei primissimi anni Trenta (il sonoro ha appena mandato in pensione la magia del muto) un ragazzino rimasto orfano vive nei misteriosi anfratti della Gare Montparnasse e, tra pericoli e sotterfugi, tenta di rendere vita al suo giocattolo preferito, che è anche il suo unico compagno: un automa lasciatogli in eredità dal padre. Naturalmente l’impresa di svelare i segreti dell’ingranaggio riuscirà al vecchio Méliès, già pratico di marchingegni, tecnico dalle mani d’oro, e come si sa capace di dare vita alle ombre.

L’UNIVERSO affascinante dell’immenso e stupefacente atelier fatto di meccanismi in grande ( l’orologio della stazione) e piccola scala (figurine semoventi) è stato ricostruito negli studi di Londra con la collaborazione del fido Dante Ferretti: nella magia di questo spazio prende corpo la riflessione che Scorsese ci induce a fare intorno al cinema, non costruzione intellettuale bensì macchina fiabesca che riposa su scienze fisiche e meccaniche. Nell’era del cinema digitale “Hugo Cabret” rende così omaggio ai primordi e alla natura meravigliosa dello schermo e, curiosamente, lo fa con uno strumento come quello del 3D tecnologicamente raffinato e avveniristico. Non ultimo, Scorsese ricorda, attraverso l’onore reso a Méliès (nel film il regista di “Viaggio sulla luna” lamenta la scomparsa di molte sue bobine) la caducità del materiale cinematografico e i rischi che corre il patrimonio di immagini. In piena sintonia con la sua maggiore preoccupazione dimostrata dalla sua già celebre e benemerita Fondazione per il restauro e la conservazione dei film.


 

Andrea Martini

4 0 4 .
il Sondaggio

La Lega deve uscire dal Parlamento?


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by