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Verdone ricorda Albertone
con un film documentario

A 10 anni dalla scomparsa di Alberto Sordi

Insieme al fratello Carlo Verdone ha realizzato da regista un documentario fatto di filmati d’archivio e interviste a testimoni come Christian De Sica, Ettore Scola, Claudia Cardinale. "La sua maschera era così potente, così simpatica, che alla fine è stata imitata, forse troppo". Il film sarà proiettato in anteprima a Roma il 19 febbraio e poi girerà per le scuole, nelle università, nei festival, negli Istituti di cultura

Alberto Sordi e Carlo Verdone (Ansa)
Alberto Sordi e Carlo Verdone (Ansa)

Roma, 19 febbraio 2013  - Carlo Verdone riporta Alberto Sordi al cinema con il documentario “Alberto il Grande”, realizzato dal regista con il fratello Luca per ricordare il grande attore scomparso 10 anni fa. Attraverso filmati d’archivio, interviste a testimoni come Christian De Sica, Ettore Scola, Claudia Cardinale, il documentario ricostruisce la figura e la storia di Sordi. Le telecamere dei Verdone svelano anche un Sordi privato, entrando per la prima volta nella sua casa romana, dove oggi vive la sorella Aurelia, a cui il documentario è dedicato. “Alberto era tanto anarchico, sorridente, trasgressivo fuori casa, quanto disciplinato, abitudinario, serio dentro casa” ha svelato Carlo Verdone.

Secondo Verdone, che girò con l’attore romano “In viaggio con papà”, la grandezza di Sordi è stata quella di “rappresentare perfettamente il DNA italiano nei tic, nei difetti, con grande cuore ma anche grande cinismo. La sua maschera era così potente, così simpatica, che alla fine è stata imitata, forse troppo”. Il documentario sarà proiettato in anteprima a Roma il 19 febbraio e poi girerà per le scuole, nelle università, nei festival, negli Istituti di cultura: “Con i tempi che corrono si sentiva l’esigenza di omaggiare un passato pieno di dignità, in cui c’erano grandi attori, grandi scrittori. - ha affermato Verdone - E’ giusto fare un’opera didattica che racconti la grande commedia e un grande attore italiano. I giovani non possono studiare solo Tarantino o Lynch, ma devono conoscere anche Germi, Blasetti e il Sordi di Una vita difficile e Lo sceicco bianco”.

Se Sordi con film come “Una vita difficile” o “Il medico della mutua” ha saputo fare anche un’opera di denuncia, per Verdone oggi la realtà ha superato la commedia: “Oggi è impossibile interpretare un politico al cinema: la politica ci ha scavalcato, è già un film quello che hanno fatto loro”. Per il comico-Verdone la situazione del Paese è troppo critica per riderci su: “Stiamo assistendo ad un periodo drammatico: non c’è una nozione di futuro, nessuno vuole perdere la sua fetta di potere, e invece di parlare dei problemi drammatici, come la disoccupazione, si parla di Sanremo, che è una cosa vecchia. Ma cosa è diventato questo Paese?”.

QUANDO ALBERTO SI ARRABBIO' CON PETER GABRIEL - “Alberto Sordi voleva comprare i diritti di ‘The rhythm of the heat’ di Peter Gabriel per la scena del santone nel film ‘In viaggio con papa’’. Quando ha saputo che volevano 100 milioni per i diritti ha detto: ma che è scemo, mi chiede 100 mijoni!”. Carlo Verdone, autore insieme al fratello Luca del documentario ‘Alberto il Grande’, racconta un aneddoto inedito della sua esperienza sul set col grande attore scomparso dieci anni fa. “Una volta mi disse: ma che stai a sentì? Io ascoltavo a tutto volume un pezzo di Peter Gabriel, ‘The rhythm of the heat’ - racconta Verdone -. Lui ascoltò entusiasta e disse che lo voleva per il film”.

Verdone ricorda di aver tentato di dissuaderlo, dicendo che forse era una musica “un po’ troppo intellettuale”, ma lui era deciso. “Lo voglio! Mi disse - ricorda ancora - e così diede ordine di contattare la Virgin per avere i diritti del brano. Non l’avesse mai fatto...! Gli arrivò una botta! Gli chiesero 100 milioni di lire”. La reazione di Sordi fu tipica dell’uomo e del personaggio che tutti conoscono. Ricorda Verdone che ‘Albertone’ reagì nel modo seguente: “Ma me chiede 100 mijoni... Ma che è scemo? Io ce giro ‘na settimana con 100 mijoni. Ma je mando io 100 mijoni, ma de calci nel sedere...!”.

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