Notizie locali Bologna / Modena / Pesaro / Rimini / Firenze / Arezzo / La Spezia / Prato / Milano / Bergamo / Lodi / Monza Brianza Tutte le cittĂ 

Pink Floyd, monumento di suoni

Nick Mason: "Ecco l’opera omnia rimasterizzata"

Esce sul mercato la retrospettiva dal titolo "Discovery", la colalna con tutti gli album della band

GROUP LIVE 8 BRITAIN
GROUP LIVE 8 BRITAIN

Londra, 24 settembre 2011 - VIA IL REGISTRATORE, via il telefonino, via l’iPad. Perquisizioni col metal detector all’ingresso agli Abbey Road Studios, davanti all’ingresso di una sala numero 3 blindata ad ogni apparecchio elettronico perché questo è un giorno speciale; il giorno dei Pink Floyd. L’assaggio del nuovo progetto di Gilmour e soci sorprende infatti la stampa europea nella sala regia spandendo nell’aria per un’ora gioielli di archeologia discografica. La chincaglieria elettronica sarà restituita solo al momento di intervistare Nick Mason, seduto proprio al centro di quello studio in cui il 21 febbraio del 1967 incise con Barrett, Wright e Waters “Matilda mother”, primo tassello dell’album di debutto “The piper at the gates of dawn”.

PERCHÉ proprio Nick? Per autorevolezza, essendo l’unico che ha suonato in tutti e 14 i dischi della band («mi sono sentito spesso come il cuoco della nave, che forse comanda meno degli altri ma alla fine sfama tutti») e per competenza, visto che è quello deputato a seguire più da vicino le iniziative dei Pink Floyd inerenti il catalogo. «Di progetti per la testa ne ho tanti, ma nessuno musicale» ammette il batterista, 66 anni, con l’aria di chi per un giorno ha dovuto tornare ad immergersi nella sua vecchia vita abbandonando quelle macchine fotografiche e quelle auto sportive che sono la sua grande passione. «Anche perché oggi puoi utilizzare il tuo tempo in cento modi migliori di quello d’incidere dischi». Come dire, c’è quel che c’è e di quel che non c’è non manca nulla. D’altronde mentre il suono si spande per la sala ti accorgi veramente che la grandezza della band di Cambridge non è mai stata esplorata fino in fondo. Ti sembra che ci sia sempre qualcosa da scoprire ed è proprio da questa convinzione che nasce il progetto “Why Pink Floyd… ?” la più monumentale retrospettiva sul lato oscuro della luna mai realizzata. Lunedì prossimo arriva infatti sul mercato “Discovery”, ovvero la collana con tutti gli album dei Pink Floyd in versione rimasterizzata, cui seguiranno le pubblicazioni in versione espansa di “The dark side of the moon”, il 27 settembre, “Wish you where here”, il 7 novembre, e “The wall”, il 27 febbraio. Questi tre titoli, infatti, saranno reperibili sul mercato tanto nel formato “Experience”, ovvero arricchiti con rarità ed altro materiale d’archivio, che “Immersion”, box-set contenenti cd, dvd, blue ray e memorabilia varia. Il tutto disponibile pure in download sui negozi digitali e corredato da una nuova antologia intitolata “A foot in the door - The best of Pink Floyd”. «Il materiale d’archivo offre l’opportunità di entrare nel processo creativo che c’è dietro alle nostre canzoni, ascoltando più versioni dello stesso brano che evidenziano i cambiamenti apportati in corso d’opera. C’è una versione di “Wish you were here”, ad esempio, col violino di Stépane Grappelli poi accantonata in quella finale. All’inizio avevamo pensato a Yehudi Menuhin, ma il maestro americano non sapeva improvvisare e ci rivolgemmo a Grappelli. Alla ricerca di una voce classica, pensammo pure a Cathy Berberian che oltre ad aver lavorato con Bussotti, Stravinskj o Henze aveva cantato pure i Beatles in una rielaborazione di Berio. Sarebbe stato il nostro gioiello sulla corona, ma alla fine l’idea rimase tale».

TANTI quelli che hanno abbandonato l’astronave negli anni, dal manager Steve O’ Rourke all’arrangiatore Michael Kamen, dal tastierista Rick Wright al “pazzo diamante” Syd Barrett. «Assieme a Syd abbiamo suonato solo tre anni, ma la sua influenza s’è fatta sentire per gli altri trenta» conclude Mason col pensiero all’epopea da 250 milioni di copie della band (49 milioni vendute solo da “The dark side of the moon”). «Se in ‘The dark side of the moon’, l’impronta di Barrett è praticamente nulla, senza il suo ricordo “Wish you where here” non l’avremmo mai inciso». Il passato non torna. E non tornano nemmeno i Pink Floyd. «Per noi è sempre più difficile pensare a un nuovo disco» taglia corto Mason. «E senza disco non ha senso parlare di tournée».

 

Andrea Spinelli

4 0 4 .
Altri articoli
il Sondaggio

La Lega deve uscire dal Parlamento?


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by