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'Alma story', alla ricerca dell'arpa perduta

Un breve film con protagonista Moni Ovadia

La storia si svolge nel piccolo comune di Viggiano in Basilicata. Nelle immagini compare l'ultimo maestro di 'arpicedda', l'ottuagenario Luigi Milano

Moni Ovadia con una piccola attrice dietro l'arpa di Viggiano in «Alma story»
Moni Ovadia con una piccola attrice dietro l'arpa di Viggiano in «Alma story»

Viggiano (Potenza), 3 gennaio 2012 - Alla ricerca dell'arpa perduta. Anzi di «Alma», che in un primo tempo viene creduta una persona, ma che non è altro che uno strumento raro e prezioso. E' il viaggio che intraprende un uomo dopo avere trovato tra gli appunti del padre una promessa fatta nel 1945 a un compagno di prigionia dei campi di sterminio nazista. La ricerca di Alma si svolge in un paesino della Val d'Agri in Basilicata, ma è tutt'altro che semplice. Solo dopo aver vinto la diffidenza degli abitanti, l'uomo scopre la verità: Alma è uno strumento raro, un'arpa popolare, e chi lo suona è l'erede di una tradizione che va scomparendo.

La vicenda è raccontata in Alma story, un breve film su soggetto di Dario Zigiotto, diretto da Gerardo Lamattina e interpretato da Moni Ovadia. Prodotto dal comune di Viggiano, uno dei territori lucani dove è stato trovato un importante giacimento petrolifero, Alma story mette a fuoco un personaggio simile per età e storia musicale ai protagonisti di Buena Vista Social Club. E' Luigi Milano, ottuagenario ottico di professione ed esecutore per passione, che suona ancora l'arpa popolare nella vicina Moliterno. La cosiddetta 'arpicedda' ha 15 corde in meno di quella tradizionale, è ovviamente più piccola di dimensioni ed è stata utilizzata nell'esecuzione di musica popolare. Milano e i suoi fratelli (un flautista e un clarinettista) suonavano nelle feste di paese, nei matrimoni, nelle funzioni religiose.

L'arpa popolare è uno dei simboli di Viggiano, l'unico caso di arpa portativa conosciuta in Italia. Nel film la scritta «Alma» si trova ai piedi dell'esemplare conservato da Milano, strumento dal suono delicato e che, grazie anche a questo film, potrà trovare una nuova vita. Simboleggiata nelle immagini dalle dita di una bambina che pizzicano le sue corde a una festa di compleanno.

Michele Manzotti

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