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Swingle Singers, Boxettes, Cadence, Fork e altre formazioni hanno dato vita a una 'tre giorni' nella capitale inglese tra classica e rock senza ausilio di strumenti musicali. Molti i giovani gruppi sul palco della rassegna
Londra, 24 gennaio 2012 - Immaginate cinque ragazze nate a pane, hip hop e rhythm'n'blues che decidono di mettersi insieme e dare una scossa rock semplicemente con le loro voci. Sono The Boxettes, vivono a Londra. Hanno rappresentato uno dei momenti più alti del London a Cappella Festival, rassegna giunta alla terza edizione organizzata dai più noti Swingle Singers e dall'Ikon Arts Management al King's Place.
Le Boxettes oltre alla bravura tecnica (impersonata da Isabelle "Bellatrix" Ehresmann, campionessa mondiale di beatbox) hanno la particolarità di scrivere e interpretare esclusivamente brani originali, un fatto raro nella musica a cappella che tende a reinterpretare e a reinventare musiche di altri autori. Gli stessi Swingle Singers, conosciuti in Italia grazie alla sigla di Superquark, hanno iniziato a percorre questa strada sul palco e nel loro ultimo album Yule Songs oltre ad aggiungere pezzi dei Mumford & Sons e degli Elbow in concerto insieme a Bach e a Piazzolla.
Agli Swingle è toccato il gran finale della manifestazione, raggiunti in scena anche da altri artisti che si erano esibiti in precedenza. A partire dai talentuosi canadesi Cadence, interpreti di un jazz vocale raffinato e ad alti livelli, ai componenti del London Vocal Project, scelti appositamente da Bobby McFerrin per interpretare i suoi brani dal vivo, all'italiano Albert Hera, sperimentatore delle possibilità della voce, al Freeplay Duo, coppia di Toronto impegnata in nuove atmosfere sonore grazie all'uso delle tecnologie applicate al canto. I finlandesi Fork, tecnicamente eccellenti, puntano invece su un aspetto visivo legato al kitsch degli anni '80, che nel loro caso funziona per l'aggiunta di una buona dose di autoironia sul palco. La classica invece era affidata ai Vasari Singers.
Il festival rappresenta anche l'occasione per molti gruppi vocali di esibirsi nel foyer mostrando come la scena inglese sia molto ricca di qualità ed entusiasmo: ricordiamo gli All the King's Men e The Refrains, entrambi già presenti al Fringe di Edimburgo, e i Cadenza promossi al palco principale. Infine la curiosità legata ai Single Singers, cantanti provenienti da sette paesi che prima dell'esibizione si erano conosciuti solo via internet grazie a un appello lanciato da Annemarie Homan, una cantante olandese che vive in Italia.
Michele Manzotti