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Dopo Amy e Adele, il soul inglese incorona Rebecca

In Italia la star dell'edizione britannica di "X Factor"

Stasera in concerto a Milano la seconda classificata del talent show musicale. la Ferguson è cantautrice, mamma single e ha un talento strepitoso 

Rebecca Ferguson
Rebecca Ferguson

Milano, 30 gennaio 2012 - FATTORE Rebecca. Come Adele e Amy. 'X Factor' inglese ci regala Rebecca Ferguson, 25 anni, cantautrice nera, madre single di due bambini, che sbarca a Milano (stasera alla Fonderia Napoleonica) per presentare il suo album quattro stelle “Heaven” (Rca-Sony). Preceduta da una super fan, Adele, che l’ha votata 80 volte: condividono anche l’autore-produttore Eg White (James Morrison, Duffy), con cui ha scritto tutte le canzoni, Fraser T Smith (Cee Lo Green) e Claude Kelly a New York (Britney Spears, Whitney Houston, Jessie J.). Nata a Liverpool, Anfield Road, ha catturato l’attenzione di pubblico e media nella sua prima audizione con “A Change Is Gonna Come”: è arrivata solo seconda, ma 'Heaven' ha venduto più di 200mila copie in poche settimane. Dopo Joss Stone e Duffy, Amy Winehouse e Adele, il soul blues briannico trova un’altra grande credibile interprete. E il suo primo lavoro è autobiografico, racconta di amori trovati e perduti, non corrisposti e inquieti, amicizie e tradimenti, rotture e trucchi. Ma li racconta con freschezza e onestà. "Mi sento come se avessi imparato molto da me stessa in questo processo di scrittura, in cui ho messo tutte le mie esperienze di vita". La campagna pubblicitaria per le patatine Walkers è la sua rivincita sociale, dopo il succeso del singolo 'Nothing’s Real But Love'. La sua voce è di pancia e di cuore, ma conosce il tremolio gospel-soul e il ruvido approccio del blues.

LEI NON SI ISCRIVE nella classe affollata delle interpreti R’n’B ma riparte dal vecchio soul, con un refreshing di stile strepitoso. Suoni vintage ma gusto contemporaneo, una vena cantautorale che la avvicina a Tracy Chapman e Adele ('Glitter & Gold'), una vocalità che l’allontana dai modelli americani e ricorda la prima Amy Winehouse (che era più viscerale, disperata e jazz). Nel singolo afferma: "Non il denaro, non una bella casa né una bella macchina, niente è meglio dell’amore. La gente mi diceva sempre che i soldi non danno la felicità - aggiunge -. E io, che in casa non avevo nulla, neanche l’energia elettrica, pensavo: sì, andate a dirlo al mio frigo vuoto. Ma ora che mi guadagno da vivere mi rendo conto che avevano ragione. Non importa quel che hai, se hai l’amore". Basta 'Shoulder to Shoulder', le sue onde di suoni, parole, emozioni di pianforte archi e voce, per lanciarla fra le stelle. Le atmosfere orchestrali di 'Fairytale', l’intensità da mamma single in 'Teach Me Hoe Be Loved'. Il movimento di 'Run Free' e "il melodramma sinfonico e funk» (The Indipendent) di “Fighting Souspicions”, che ci riporta ai testi sociali anni Settanta, alla Curtis Mayfield. «Non ho avuto un’infanzia molto facile, ma scrivevo già canzoni a tre anni: la casa di mia mamma è piena di blocchetti notes di testi che ho scritto da teenager". Si paga le lezioni di canto lavorando come commessa, riesce a iscriversi al Performing Arts College ma la nascita di Lillie May a 17 anni e, due anni dopo, di Karl, cambia le cose. "Tutti stavano a dirmi che mi ero rovinata la vita. Ma non devi rinunciare ai tuoi sogni solo perché hai avuto dei bambini. Anzi, devi essere ancora più determinata. Per loro e per me".
 

Marco Mangiarotti

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