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Negrita: l'Apocalisse fa festa

"Sta finendo un mondo, lo raccontiamo in un rock party"

Dopo l'anteprima a Foligno al via da Firenze il tour nei palasport. con Milano già sold out 

Negrita
Negrita

Foligno, 31 gennaio 2012 - TRE MESI dopo l’uscita di 'Dannato vivere', ottavo capitolo di una discografia varata diciotto anni fa, per i Negrita è arrivato il momento di alzare il volume e affrontare la sfida dei palasport. Lo show con cui i sei avventurieri aretini malati di rock e di patchanka aprono il cammino stasera al Mandela Forum di Firenze ha preso forma nella prova generale di sabato scorso a Foligno componendo il mosaico di una maratona tutta muscoli e cuore dalla durata springsteeniana attesa pure a Padova, Roma, Torino, Bologna e Milano, dove il tutto esaurito già in prevendita del Forum rappresenta forse il miglior biglietto da visita in cui questo nuovo giro di concerti potesse sperare.

DURANTE i giorni trascorsi in Umbria per l’allestimento tra una 'Radio Conga', una 'Rotolando verso Sud' e una 'Mama maé' s’è materializzato pure Jovanotti, desideroso di provare in anteprima l’effetto che fa. Tra le 'americane' infilzate sullo sfondo del palco, le grida e i cristalli infranti di un inizio splatter, il sestetto (rispetto all’ultimo tour manca il percussionista Itaiata de Sa) si guarda indietro per prendere l’abbrivio dal "tempo per scappare via" di 'Cambio', il singolo con cui nel ’94 è cominciata l’avventura. Un amarcord virato rabbia che cede subito il passo al tellurico presente di 'Fuori controllo' con i suoi retaggi proto-punk anni Ottanta.

"NON SIAMO mainstream e nemmeno indie, siamo dei borderline che sul palco si divertono alla vecchia maniera, mettendo la musica avanti a tutto" spiega il cantante Paolo Bruni, in arte Pau, 44 anni, ribadendo come il senso dello show vada ricercato più nell’urgenza di brani tipo 'La vita incandescente', 'Brucerò per te', 'Splendido', che nei filmati scelti per arredare lo show indulgendo anche in un certo voyeurismo come suggerisce la procace modella raffigurata sullo schermo durante 'Sex'. In tutto ventisette pezzi, nove attinti da 'Dannato vivere', senza tralasciare hit come 'In ogni atomo', 'Magnolia', 'Transalcolico', 'Ho imparato a sognare' (con Pau all’armonica) o 'Gioia infinita'.

"SCEGLIERE è stato più duro che in passato e cose come 'Destinati a perdersi' o 'Non ci guarderemo indietro' sono rimaste fuori davvero a malincuore, ma ogni show ha tempi fisiologici da rispettare. Sta finendo un certo mondo e noi vogliamo raccontarlo - continua Pau -; questo ha caricato la scrittura del disco di responsabilità mentre ora dal vivo ci preme solo trasmettere energia con uno sfrenato rock’n’roll party".

PRECEDUTI dal set voce e chitarra di un altro aretino doc quale Lorenzo Cilembrini in arte 'Il Cile', autore di versi evocativi come "io ti ho dato prati di viole e tu cemento armato", i Negrita vanno dritti ai muscoli e al cuore senza farsi problemi a rasentare identificabilissimi mondi altrui come quelli dello stesso Jovanotti o di Liga (produce Fabrizio Barbacci, artefice per anni del suono di Mister Certe Notti) tra gli affondi chitarristici di Mac, i riff di Drigo e la presenza scenica di un Pau Bruni lì davanti a sferzare il pubblico con "non vi sento, bastardi" che neanche Ozzy.

 

Andrea Spinelli

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