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Brani di Gershwin, Bernstein e di altri autori rivivono in un album raffinato. La cantante, specializzata nel repertorio colto, è perfettamente a suo agio con le canzoni accompagnata dal pianista David Newton
Londra, 21 febbraio 2012 - E' il brano che ha caratterizzato la carriera della cantante Etta James, scomparsa di recente. Ma è soprattutto un classico della grande musica popolare. Per questo è stato scelto come titolo e brano di apertura dell'album di Heather Cairncross, una della maggiori cantanti inglesi tra jazz e musica colta. 'At last' è il titolo del suo album d'esordio come solista, accompagnata dal pianista David Newton ed è formato, come il brano d'apertura, da grandi classici della canzone d'autore.
Abbiamo parlato d'esordio, ma il contralto Heather Cairncross ha una carriera segnata dall'eccellenza musicale: ha fatto parte per tanti anni degli Swingle Singers, e si alterna tra il repertorio classico novecentesco e contemporaneo con i Sinergy Vocals e quello dei secoli anteriori con il Monteverdi Choir diretto da Sir John Eliot Gardiner. Già presente in tantissime incisioni di queste formazioni ha deciso di fermare su disco la sua voce in un repertorio solista. Tra gli autori i songwriters più famosi come Jerome Kern, Michel Legrand, la coppia Rodgers & Hart, Vernon Duke e i grandissimi compositori che hanno portato il jazz nella classica e viceversa come George Gershwin e Leonard Bernstein.
L'approccio di Heather Cairncross è quello di un'artista che conosce molto bene la materia e la plasma attraverso la sua voce calda e autorevole. Se l'approccio è quello rigoroso tipico della musica classica la resa di ogni brano è mediata attraverso un linguaggio jazzato più basato sulla valorizzazione della melodia rispetto all'improvvisazione. Il lirismo è particolarmente evidente nello stesso 'At last', nella gershwiniana 'Embreaceable You', in 'I'm Old Fashioned' di Kern. David Newton è il partner ideale nell'assecondare la voce senza perdere di personalità nel suo ruolo strumentale. Un disco, dell'etichetta BearPawMusic, che è da gustare come un buon bicchiere di cognac a poco a poco. Una dimostrazione, l'ennesima, che nella discografia indipendente si trovano prodotti di grande qualità.
Michele Manzotti