Il prof. di Taricone: "Pietro non votava, ma amava Mussolini"
Così Roberto Mancini, il docente di storia che nel 2001 fu incaricato di dare lezione private a Taricone per un programma che avrebbe dovuto chiamarsi 'Lo Storicone', ma che non andò mai in onda
Roma, 6 luglio 2010 - “A Pietro piaceva Mussolini, il Mussolini prima della Marcia su Roma”. Parla in esclusiva con ‘A', in edicola da domani, Roberto Mancini, docente di storia presso il collegio romano ‘Il Nazareno', incaricato nel 2001 di dare lezioni private a Pietro Taricone per un programma che non ha mai superato la fase preparatoria e che avrebbe dovuto chiamarsi 'Lo Storicone'.
“Lui era individualista, sempre stato vicino alla destra, senza conoscerne però tutte le posizioni. Io ho fatto un po' d’ordine. Quando l’ho conosciuto, non sapevo niente del Grande Fratello, però l’ho spinto ad avvicinarsi a Casa Pound e il loro progetto di ‘mutuo sociale' aveva colpito molto Pietro. Lui era uno che non votava, annullava la scheda e considerava i partiti dei recipienti vuoti”.
Prosegue il professor Mancini: “Non gli piaceva il mondo in cui viveva, era costretto a fare quel lavoro per denaro. Spendeva molto per le sue passioni, era spesso in rosso e detestava le banche con i loro tassi di interesse quasi da strozzini. La logica finta di un mondo di plastica, che giudica solo per il denaro che hai. Lui era un puro in questo senso. E poi era arrabbiatissimo con gli intellettuali che lo avevano messo alla gogna senza conoscerlo”.
Il ritratto di Pietro Taricone tracciato da quello che lui chiamava ‘Il mio Vate', si conclude con qualche ricordo privato: “Di Kasia parlava pochissimo. C’è stato un anno in cui sono andato a dargli lezione due volte alla settimana, ma di Kasia mi parlava pochissimo, aveva un pudore estremo per i suoi sentimenti. Mi confessò che preferiva andare con le donne a pagamento perché non rischiava coinvolgimenti sentimentali”.
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