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Il conduttore di 'Servizio pubblico' su una eventuale privatizzazione di Viale Mazzini: "Prima bisogna provare a fare esistere una struttura di tv pubblica che funzioni"
Milano, 7 gennaio 2012 - Fra Michele Santoro e il direttore generale della Rai Lorenza Lei "non ci sono trattative". A dichiararlo lo stesso Santoro durante la registrazione della trasmissione 'Che tempo che fa'. Santoro ha poi aggiunto che "all'idea che ci sia una trattativa potrebbe esserci una crisi immediata (in Rai, ndr)". L'ex conduttore Rai ha poi raccontato di aver chiesto alla concessionaria pubblicitaria della Rai, la Sipra, di mandare in onda degli spot per annunciare il ritorno, il prossimo 12 gennaio, della sua attuale trasmissione 'Servizio Pubblico', ma "mi hanno detto che la questione si potrebbe impantanare, meglio non parlare di questi argomenti".
Santoro ha poi spiegato di avere "ottimi rapporti con tante persone della Rai" e di poter lavorare in qualunque rete, dalla Rai a La7 e, "perfino a Mediaset", a patto però di potersi esprimere liberamente. "Posso lavorare per chiunque ma non posso accettare il principio che ci siano delle persone, come per esempio Vauro e Travaglio, che non possono esprimersi liberamente nella tv italiana. Quando sarà caduta questa discriminazione ognuno di noi potrà tornare a fare ciò che vuole".
SU VIALE MAZZINI - Prima di pensare a privatizzare la Rai "bisogna provare a fare esistere una struttura di tv pubblica che funzioni dalla parte della gente'': di questo è convinto Michele Santoro. Il giornalista ha detto che in passato riteneva la privatizzazione percorribile ma "a ogni girone della crisi è stato sottratto alla gente un pezzo di spazio pubblico'' ed è per questo che bisogna cercare di fare una Rai che "funzioni dalla parte della gente''.
Santoro è anche tornato sulla sua proposta di candidarsi a direttore e non ha risparmiato critiche ai vertici passati dell'azienda. "Quando in qualche modo si dovevano occupare delle nostre vicende - ha detto - dovevano andare a chiedere consiglio a quelli che hanno dovuto patteggiare condanne tipo Bisignani, a centri di potere esterni alla nostra azienda''.
"Nostra azienda - ha subito aggiunto - è un lapsus derivato dalla lunga frequentazione''. Santoro ha però anche criticato i partiti, a cominciare dal Pd: ''Vorrei capire se i partiti hanno senso, ad esempio un partito importante come il Pd che vede 100 mila sottoscrizioni per rimettere in onda un programma e non fa niente per sintonizzarsi con questo movimento. Lasciano quelli delle torri soli a protestare e lasciano quelli della tv a fare i loro percorsi alternativi".
IL CASO MINZOLINI - "Non avevano la stessa materia questi ricorsi. Però va bene''. Così Santoro, ha commentato le affermazioni di Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, che vorrebbe essere reintegrato nel ruolo e che ha detto di capire i ricorso fatti a suo tempo da Santoro contro la Rai.
MONTI DA FAZIO - C'è stato tempo anche per un breve siparietto sull'intervista di domani a Mario Monti. "Avviso la rete che domani con Monti sforeremo di 2-3 ore'' ha scherzato Fazio, a cui subito Santoro ha replicato: "Vorrei tanto averlo io''. "Speriamo che perlomeno dia un segnale dove non ci sono soldi da spendere, per esempio con la Rai - ha aggiunto Santoro -, per farci capire che le cose sono cambiate".