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Rai: Maccari al Tg1 e Rizzo Nervo si dimette

"Gestione di parte che spinge l'azienda a un rapido declino"

Il direttore, che sarebbe dovuto andare in pensione, succede a se stesso (aveva il mandato ad interim). La nomina voluta dal dg Lorenza Lei ha spaccato in due il consiglio. I giornalisti: "Ci aspettiamo la pacificazione della redazione"

ll consigliere dimissionario della Rai Nino Rizzo Nervo (Ansa)
ll consigliere dimissionario della Rai Nino Rizzo Nervo (Ansa)

Roma, 31 gennaio 2012 - Alberto Maccari è stato nominato direttore del Tg1. La proposta di nomina formulata dal direttore generale della Rai, Lorenza Lei, è stata votata da cinque consiglieri (Rositani, Petroni, Bianchi Clerici, Verro e Gorla), mentre quattro i contrari (il presidente Garimberti, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis).

Maccari succede a se stesso, nel senso che oggi scadeva il mandato a interim ricevuto a fine dicembre scorso. Da oggi sarebbe andato in pensione, ma il direttore generale Lei ha individuato la soluzione di un contratto a tempo determinato fino al 31 dicembre 2012, introducendo poi - novità assoluta in Rai - la clausola di possibilità di rescissione anticipata del contratto di lavoro senza che questo debba comportare penali e oneri aggiuntivi per l’azienda di viale Mazzini.

Una soluzione da intendersi - ha spiegato ieri la Lei - come atto di rispetto istituzionale verso l’attuale Cda e verso il futuro organo di gestione dell’azienda, così che non si ritrovi con una nomina apicale già definita ed estesa nel tempo. E' stata questa una proposta che Maccari - ha riferito ieri il direttore generale - ha accettato, e anche questo è un dato di fatto senza precedenti in Rai.

 

LE DIMISSIONI -  Il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo si è dimesso dal Cda di viale Mazzini. Lo annuncia lo stesso rappresentante in due lettere, una per il presidente del Cda Rai, Paolo Garimberti, e l’altra per il presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli dopo il voto di questa sera che ha portato alla nomina di Alberto Maccari al direttore del Tg1 e di Alessandro Casarini a direttore della Tgr.

Nella lettera a Garimberti, il consigliere di area Pd scrive che giudica quanto avvenuto un atto “scriteriato" di una gestione “condizionata da logiche di parte che sta spingendo l’azienda verso un rapido declino".

Aggiunge di aver “più volte denunciato anche in Consiglio la gravità della situazione e ti do atto (a Garimberti, ndr) degli sforzi che hai compiuto in questi anni per preservare l’autonomia delle decisioni e per tutelare gli interessi aziendali".

Nella lettera invece a Zavoli, il consigliere dimissionario dice che il suo  “un gesto meditato e inevitabile anche nella speranza che possa suscitare, come Ella auspicava nei giorni scorsi, ‘un’adeguata riflessione politica e istituzionalè a tutela del Servizio pubblico radiotelevisivo".

 

GARIMBERTI RESTA - Ecco la dichiarazione del presidente della Rai Paolo Garimberti :“Il voto di stasera indica che a forza di star chiusi nel Palazzo della Rai si perde la sintonia con il Paese. Si poteva ragionare su un mandato dei direttori legato a quello della durata del Cda ma la pervicacia con cui si sono portate avanti le nomine al Tg1 e alla Tgr dimostra che non si tratta di nomine di emergenza ma di nomine che hanno spaccato il Consiglio e che per questo non possono che incontrare la mia disapprovazione, soprattutto perché il Direttore Generale aveva preso altri impegni al momento del primo interim consegnato ad Alberto Maccari"

E continua: "Mi spiace che Nino Rizzo Nervo abbia deciso di rassegnare le dimissioni. Pur comprendendone le ragioni, penso che sia opportuno pero’ oggi continuare dall’interno una battaglia per migliorare la governance della Rai e per consegnare l’Azienda in condizioni più adeguate a chi verrà dopo di noi".

 

LEI - Dal canto suo il dg Lorenza Lei difende le scelte del Cda. "Rivendico l’autonomia delle scelte - dice - e spiace che possano essere state interpretate con logiche che non mi appartengono, come dimostrano ampiamente tutte le scelte assunte in questi nove mesi da direttore generale della Rai".

 

IL CDR DEL TG1 - Per il comitato di redazione del telegiornale "ora che il direttore Alberto Maccari è nel pieno delle sue funzioni ha i mezzi per continuare a realizzare quanto ci aveva comunicato appena giunto in redazione con l’interim. Il cdr del Tg1, dunque, si aspetta l’impegno per la pacificazione della redazione, il rispetto del pluralismo con la valorizzazione di tutte le sue componenti, tanto più dopo l’odierna spaccatura in cda, il ripristino delle regole - a partire dal recupero del gruppo dei colleghi emarginati - l’ottimizzazione del lavoro, l’equa distribuzione di ruoli ed incarichi che non devono restare concentrati nelle mani di pochi. E un telegiornale completo, che dia voce a tutte le componenti della società". Il cdr fa sapere che giudicherà Maccari "solo alla prova dei fatti. Aspettiamo al più presto un piano di rilancio della testata con una squadra che rappresenti tutte le sensibilità della redazione. E l’impegno per la modernizzazione tecnologica. Per vincere quella crisi di credibilità che lo stesso Maccari aveva riconosciuto al suo arrivo e la sfida degli ascolti".

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