Notizie locali Bologna / Modena / Pesaro / Rimini / Firenze / Arezzo / La Spezia / Prato / Milano / Bergamo / Lodi / Monza Brianza Tutte le città

Addio al festival degli eccessi

E già si litiga sul prossimo Sanremo

Per la prossima edizione si parla di tagli ai superospiti e supercompensi. E già è aperto il totoconduttore fra cui spiccano i nomi di Fazio, Fiorello, ma anche Maria De Filippi

Sanremo 2012: Gianni Morandi con Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez (Ansa)
Sanremo 2012: Gianni Morandi con Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez (Ansa)

Sanremo, 20 febbraio 2012 - "AVRÒ BISOGNO forse del resto della mia vita per capire tutto questo. E’ difficile riuscire a districarsi in mezzo a questa complessità di eventi con una coscienza limpida": quando non ha fatto il ballo della foca, Rocco Papaleo a Sanremo ha dapprima invocato levità, soavità, Calvino, la poesia e la gentilezza. Poi, evidentemente si è arreso. E ieri, a Festival finito, ha aggiunto: "Ringrazio tanto il mio neurologo e gli ottimi tranquillanti che mi ha prescritto". Capire quel che è successo?

PARTIAMO DAI DATI di fatto. La finale ha avuto dati Auditel altissimi: è la più vista dal 2000 (Fazio), con quasi 14,5 milioni e il 50.93% per la prima parte e una media ponderata del 57.43%, la più alta dal 2002 (Baudo con Arcuri e Belvedere e Benigni). Nella massima trasmissione d’intrattenimento Rai hanno vinto due ragazzi nati nei programmi musicali di Mediaset: Emma (ex “Amici” della De Filippi) e Alessandro Casillo (ex “Io canto” di Gerry Scotti). Sia nella prima sia nell’ultima puntata Adriano Celentano ha utilizzato il palco di Sanremo per cantare e per monologare. Nel primo dei suoi monologhi, in diretta di fronte a milioni di spettatori, ha invocato la chiusura dei giornali Avvenire e Famiglia Cristiana e ha dato del deficiente a un critico televisivo. Nelle serate in cui Celentano non c’era, gli ascolti sono stati molto inferiori rispetto a quelle in cui c’era. Alla fine di questo festival, il suo settimo, il direttore artistico Gianmarco Mazzi ha detto che la sua avventura sanremese è finita qui. Dato di fatto: dall’anno prossimo Sanremo verrà organizzato dalla neonata Direzione Intrattenimento Rai di Giancarlo Leone.

DOPODICHÉ PASSIAMO alla fantasia, alla più sfrenata e libera interpretazione. Dalle sparate del primo monologo di Celentano sul primo canale del servizio pubblico il dg Rai Lei in scadenza si dice scandalizzato, il presidente Garimberti pure. Il direttore di Raiuno Mazza lo giudica «travalicante il codice etico» sottoscritto dall’artista nel famoso contratto con cui la stessa Rai (dunque Lei, Mazza) gli ha assicurato in cambio di centinaia di migliaia di euro, libertà d’espressione e nessun controllo preventivo sui suoi testi. Serve correre ai ripari, anche perché i tempi di show non sono stati rispettati, la Sipra ha protestato per alcuni break pubblicitari slittati, e il voto della giuria demoscopica (appaltato al ribasso a una nuova ditta) non ha funzionato: insomma è il caos, così in riviera arriva il vicedirettore generale (il commissario) Marano. Si presume che da questo momento in poi tutto cambi, ma in realtà Marano dice che lui non può far nulla direttamente su Celentano perché il suo interlocutore è Mazza; Mazza dice che lui non può far nulla per via del contratto blindato, tutt’al più dice che si può intervenire sulla questione del codice etico ma quello spetta al Cda; il Cda si riunisce ma rimanda tutto.

INTANTO le serate del Festival vanno avanti ad oltranza, a dispetto del paese reale (citazione Afterhours), le donne-vallette che calcano il palco o sono mute o sono senza mutande o sono mute e senza mutande e Celentano, sabato sera, torna a monologare di nuovo, "fuori contesto e senza contraddittorio" (che è quello che non era piaciuto a Marano) su Avvenire e Famiglia Cristiana.

DICONO che l’anno prossimo tutto cambierà. Leone vuole farla finita con superospiti e supercompensi; Mazza ironizza: "Spero non voglia farla finita anche con i super ascolti". E’ già aperto il totoconduttore, e i nomi che girano sono quelli di Fazio e Fiorello ma anche di Maria De Filippi. Per quel che c’è da capire, caro Rocco, una vita non basta. Sempre che ne valga la pena.

 

Chiara Di Clemente


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by