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Celentano: "La Rai è ostaggio dei partiti"

Il Molleggiato, durante Servizio Pubblico, ha parlato anche di politica. "Qualcosa mi dice che il cambiamento è nell’aria: alle prossime elezioni ci saranno sorprese". La chiusura a Sanremo: "Basta, non ci vado più. Repubblica contro di me"

Un fermo immagine da Sky TG 24 mostra Adriano Celentano sorridente nella parte finale dell'intervista a ''Servizio pubblico'' (Ansa)
Un fermo immagine da Sky TG 24 mostra Adriano Celentano sorridente nella parte finale dell'intervista a ''Servizio pubblico'' (Ansa)

Roma, 23 febbraio 2012 - "Credo che l’errore stia proprio nel meccanismo di conduzione della Rai. Finché i partiti continueranno a litigarsela, la Rai sarà sempre preda di sotterfugi, intrighi e sospetti a danno del Paese’’. Così Adriano Celentano in un passaggio del suo intervento di stasera a Servizio pubblico di Michele Santoro.

Il Molleggiato, sempre durante Servizio Pubblico, è passato poi a parlare di politica. "Qualcosa mi dice che il cambiamento è nell’aria e che il vento di questo cambiamento sta diventando una tempesta. Alle prossime elezioni potrebbero esserci delle sorprese. La gente sta cominciando a capire che non si va da nessuna parte se non prendiamo con forza e determinazione la via dell’onestà. E’ difficile non pensare che lo stesso Direttore Generale non sia sottoposto a pressione da parte dei partiti, e non soltanto della destra, ma anche della sinistra’’.

Poi la dolceamara parentesi, recentissima, a Sanremo: “Se col festival ho chiuso? Penso di sì. Però non è un problema, perché il successo è bello, gratificante ma non ha niente a che vedere con la felicità che si prova, per esempio, in una partita a bocce con quattro amici’’.

“Io ho cercato di ricordare alla gente - ha continuato Celentano, sempre riferendosi a Sanremo - che noi per come siamo fatti non possiamo non essere felici, comunque sia la nostra condizione qui sulla terra”. “Però - aggiunge il Molleggiato - non dobbiamo perdere la memoria, altrimenti ci allontaniamo troppo dal luogo dove c’è la festa, e questo sarebbe grave perché se ci allontaniamo troppo poi non riusciamo più a percepire i festosi rumori che ci arrivano portati dal vento del creatore, hai capito? E’ questo che io ho cercato di dire. Ho cercato di dire che la festa non è una favola, è vera”.

"Alcuni giornalisti di Repubblica, per esempio, ci hanno dato dentro mica male per bloccare la mia partecipazione al Festival - sottolinea ancora Celentano - dicendo addirittura che sono un cretino, neanche più di talento, e questo mi dispiace un po'. A me piaceva - spiega poi rispondendo alle domande di Sandro Ruotolo - essere un cretino di talento. Perché vedi, nella composizione di queste due parole, ‘cretino di talento’, la parola ‘cretino’ assume un significato diverso, quasi magistrale, è come dire ‘pazzo di talento’, ‘folle di talento’, ‘porco di talento’, porco cane... porca miseria volevo dire. Mentre, invece, e’ esattamente l’inverso per quelli che hanno fatto finta di non capire il senso delle mie parole, in quanti essi, essendo forse anche a loro insaputa i servi del potere, non vengono considerati come cretini di talento, ma persone che hanno un talento cretino. Cioe’, e’ proprio il talento che e’ cretino’’.

Infine Celentano è tornato sulla polemica con la Chiesa: "Ma loro non sanno com’è il Paradiso’’: cosi’ Adriano Celentano risponde a una domanda di Sandro Ruotolo sulle critiche rivoltegli dalle ‘’alte sfere del Vaticano’’ perché "il Paradiso del Re degli Ignoranti diventa una sorta di nuvola dorata’’

Tornando sull’affondo contro Avvenire e Famiglia Cristiana dal palco di Sanremo, Celentano sottolinea di non aver ‘’fatto altro che mettere in evidenza ciò che è inutile per la Chiesa. Per me rimangono inutili fino a quando sia Famiglia Cristiana che l’Avvenire non cambiano la loro linea editoriale’’. Alla domanda di Ruotolo se cambierebbe quel monologo, ‘’non hai capito il senso dell’attacco. Io non cambierei una virgola - rivendica il Molleggiato - di ciò che ho detto al Festival’’.

Quanto al parroco di Galbiate, che avrebbe detto che Celentano non fa mai l’elemosina quando va in chiesa, "il parroco di Galbiate - replica il cantante - è un brav’uomo, e anche la gente di Galbiate è brava gente, e non solo di Galbiate, ma in tutta la Brianza. Io non credo che lui abbia detto una cosa del genere, credo piuttosto - sottolinea - a una meschina manipolazione di Sorrisi e Canzoni’’.

SANTORO SU CELENTANO: LA RAI SENZA CRITICA MUORE - "La Rai senza critica morirebbe subito, la Rai ha bisogno del pensiero diverso, di Adriano Celentano, del talento, ha bisogno di lasciarvi esprimere liberamente. Ci sono rischi in questo? Certo, ma se si vuole controllare il potere, questi rischi bisogna saperli correre, il prezzo che si puo’ pagare per questi rischi è il prezzo della libertà e del servizio pubblico’’. Lo ha detto Michele Santoro in apertura della puntata di ‘Servizio Pubblico’ intitolata ‘Celentano c’è'.


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