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Stop al Beauty Contest? Mediaset ricorre al Tar

Berlusconi non vedrà Monti: "Per non alimentare polemiche"

Il presidente del gruppo televisivo sull'asta delle frequenze: "Parteciperemo? Ancora non possiamo dirlo". Il premier difende il governo: "E' una decisione che appoggio". E assicura che non ci sono problemi con il Pdl. Salta l'incontro con il Cavaliere

Nuovo governo: il passaggio di consegne tra Mario Monti e Silvio Berlusconi (Reuters)
Nuovo governo: il passaggio di consegne tra Mario Monti e Silvio Berlusconi (Reuters)

Milano, 18 aprile 2012 - Mediaset ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione del 'beauty contest' per l’assegnazione delle frequenze tv. Lo ha affermato il presidente del gruppo televisivo, Fedele Confalonieri, aprendo i lavori dell’assemblea della società.

"Parteciperemo? Ancora non possiamo dirlo. Vedremo il disciplinare dell’asta che farà l’Agcom", ha detto Fedele Confalonieri, parlando dell’asta delle frequenze televisive in apertura di assemblea. "Il beauty contest gratuito - ha evidenziato - è la formula utilizzata in gran parte degli altri paesi europei. Era una procedura legale e condivisa dall’Europa. Mediaset - ha aggiunto - le sue frequenze le ha pagate tutte, anche quella Dvbh, oggi all’onore delle cronache come ennesimo regalo. Contro la sospensione del beauty contest abbiamo fatto ricorso al Tar".

Sull’asta per l’assegnazione delle frequenze tv "c’è stata un po’ di demagogia: far pagare alle ricche televisioni le frequenze anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse". Questo, ha messo in rilievo, è stato "sostenuto molto, ma molto impropriamente. Come sappiamo tra le due cose non vi è relazione.
Le tasse sono aumentate e siamo proprio sicuri che l’asta produrrà introiti significativi per lo Stato? La politica - ha continuato - anche nel mondo dei tecnici, continua ad essere l’agone dove si scontrano gli interessi e le spinte lobbistiche più o meno trasparenti".

"La polemica sulla gratuità delle frequenze è strumentale. Calendario alla mano, è iniziata alla fine dell’estate, proprio mentre era alle battute finali la procedura di assegnazione delle frequenze in beauty contest. Ed è esplosa dopo che Sky ha annunciato il suo ritiro dalla gara. Possiamo fin da ora prevedere - ha concluso - che neanche l’asta metterà fine alle polemiche sui regali, a meno che a Mediaset non venga ingiustamente impedito di partecipare. Siate sicuri - ha detto rivolto agli azionisti - che andremo comunque avanti per difendere i nostri diritti".

"Mediaset di per sé non è, e non è neanche lontanamente, un’azienda in crisi". Confalonieri ha sottolineato come "in verità crescono sia il numero dei telespettatori, sia il tempo medio passato davanti alla tv", difendendo la tv generalista secondo qualcuno destinata a perdere peso a causa della frammentazione deli ascolti. Una frammentazione, ha spiegato Confalonieri, "che sicuramente esiste, ma che noi stiamo governando con successo, con la creazione di nuove reti televisive tematiche e con le innovative offerte pay".

BERLUSCONI NON VEDRA' MONTI -  "Per non alimentare polemiche e per evitare o prevenire insinuazioni malevole su questioni inerenti le frequenze televisive, il Presidente Onorevole Silvio Berlusconi ha chiesto al presidente del Consiglio Senatore Mario Monti di rinviare la colazione prevista domani a Palazzo Chigi". E’ quanto si legge in una nota di palazzo Grazioli.

Lo stesso Monti, nella conferenza stampa al termine del Cdm di oggi, aveva assicurato "nessun problema" con il Pdl dopo il caso sul ‘beauty contest’, smentendo che il dossier fosse stato oggetto del vertice di ieri con Alfano, Bersani e Casini ma anche che potesse essere trattato l’indomani con Berlusconi, confermando dunque l’appuntamento. "Non c’è questo tema all’ordine del giorno. Io ho invitato Silvio Berlusconi a colazione - aveva detto tra l’altro Monti - come faccio ogni tanto, trattandosi di un ex presidente del Consiglio e di una personalità presente nella vita politica in modo incisivo. Siamo soliti scambiarci valutazioni e suggerimenti". La decisione del Governo di annullare il beauty contest e mettere all’asta le frequenze tv, "come presidente del Consiglio è una decisione che appoggio e difendo", dice del resto il premier.


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