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Rai, scontro Fini-Schifani
Il Pdl non vota:
nuova fumata nera sul Cda

Ira di Bersani: "Serve il commissariamento". Da questa mattina voto a oltranza in Vigilanza

Il presidente della Camera attacca quello del Senato e chiede chiarimenti sulla tempistica della decisione di sostituire il senatore Paolo Amato. Il Pdl aveva deciso di non votare, facendo mancare così il numero legale. Furiosi anche Casini e Di Pietro

Il cavallo della Rai (Ansa)
Il cavallo della Rai (Ansa)

Roma, 4 luglio 2012 - Dopo la nuova fumata nera di stamane per l’elezione del nuovo Cda Rai, la commissione di Vigilanza voterà a oltranza da questa mattina alle 9 per eleggere i 7 componenti di sua pertinenza. Il Pdl aveva deciso di non votare, facendo mancare così il numero legale, dopo che il senatore Paolo Amato, secondo quanto riferito dal capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e dal suo vice, Gaetano Quagliariello, si era dimesso dal gruppo. Proprio la sostituzione del parlamentare, decisa dal presidente del Senato Schifani, avrebbe comportato "tempi tecnici" tali da impedire la votazione. Schifani ha indicato come nuovo componente della Vigilanza Rai al posto di Amato il senatore Pasquale Viespoli, presidente del Gruppo parlamentare di Coesione Nazionale. In seguito al ricalcolo proporzionale dei 20 seggi spettanti ai Gruppi di Palazzo Madama è risultato che il Gruppo del PdL dovesse rinunciare a un componente.

SCONTRO FINI-SCHIFANI - Pioggia di polemiche. Fini attacca duramente Schifani e chiede chiarimenti sulla tempistica della decisione di sostituire Amato. "Forse perché era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl?", si domanda il presidente della Camera. Pronta la replica di fonti vicino a Schifani: "C’è totale serenità e tranquillità, il presidente del Senato non ha fatto altro che far rispettare le regole". Il Pdl fa quadrato intorno a Schifani e affonda su Fini che replica: “le isteriche reazioni del Pdl dimostrano che i sospetti sono fondati”.

LA POLEMICA  - Il segretario Pd, Pier Luigi Bersani, ha ammonito: “A questo punto si deve procedere, credo che sia indispensabile e urgente che il presidente del Senato riferisca in aula. Se c’è un’impasse o la destra fa qualche trucco, si commissaria, è chiaro". Sulla stessa lunghezza d’onda il leader Udc, Pier Ferdinando Casini: "Se la Vigilanza non assolve ai suoi doveri è giusto procedere al commissariamento per evitare deriva fallimentare". Il presidente Idv, Antonio Di Pietro afferma: "Quanto sta avvenendo in Vigilanza è inaudito, inammissibile in un Paese democratico. Il Pdl, pur di non perdere la maggioranza nel Cda, sta tenendo in ostaggio l’intera commissione. Ciò al fine di controllare gli introiti pubblicitari e il bilancio della tv pubblica, nonché l’informazione". Il neosegretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ha rilevato: "Non ci ho capito granché, ho capito che è un casino e che verrà rinviato a domani" e poi apre su Luisa Todini, "espressione di Confindustria. E’ una candidatura interessante".

Intanto, anche se Amato assicura di non aver "rassegnato le dimissioni dal gruppo", al suo posto è stato indicato Pasquale Viespoli (Coesione Nazionale). Gasparri e Quagliariello precisano: "Amato ci aveva annunciato le sue dimissioni davanti a testimoni, prendiamo atto che ha cambiato idea. E’ un peccato che una storia di leale dissenso si sia trasformata nella partecipazione a un complotto, che un po’ il caso e un po’ l’imperizia degli uomini stanno provvedendo a smontare".

Per Anna Finocchiaro (Pd) però "la sostituzione di Amato operata dal presidente Schifani è illegittima e pare tutta piegata a favorire gli interessi di Berlusconi, piuttosto che il fisiologico funzionamento delle istituzioni". In una nota del Senato si precisa che la sostituzione di Amato è avvenuta "in seguito al ricalcolo" dei seggi spettanti ai senatori in Viglianza. E poichè Coesione Nazionale è presente solo al Senato al Pdl è toccato "rinunciare a un componente".

LA BORDATA DI FINI -  Da registrare anche il duro attacco che Gianfranco Fini rivolge a Renato Schifani. Per il presidente della Camera la “correttezza formale” della sostituzione del senatore Amato dalla commissione di Vigilanza Rai non è in discussione, ma il presidente del Senato deve “chiarire perché essa sia improvvisamente maturata solo oggi”. Fini ha ricordato che la vicenda era stata posta “ai presidenti delle Camere dal senatore Viespoli il 12 giugno scorso”. 

Secondo Fini, “non è quindi sulla correttezza formale della sostituzione del senatore Amato che bisogna riflettere, bensì sulla tempistica della decisione del presidente Schifani".

“In base a quali elementi - ha concluso Fini - il presidente del Senato ha ravvisato l’urgenza di intervenire solo oggi? Forse perché era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl? Se così fosse, saremmo in presenza di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica”.

LA REPLICA DI SCHIFANI - Secondo quanto si apprende da fonti della presidenza del Senato, da parte del presidente Renato Schifani “c’è totale serenità e tranquillità perché non ha fatto altro che far rispettare le regole impedendo che la commissione di Vigilanza Rai compisse atti viziati da illegittimità”.

Dalla presidenza del Senato si sottolinea poi che “lo stesso senatore Amato ha riconosciuto l’assoluta correttezza formale delle decisioni e degli atti adottati dal presidente Schifani che non ha fatto altro che prendere atto della rinuncia del gruppo del Pdl a un componente eccedentario compensato dall’ingresso di un esponente di Coesione nazionale (Pasquale Viespoli, ndr.) al fine di rispettare la legge istitutiva della commissione, legge che prevede- viene ancora spiegato- che ogni gruppo ha diritto ad essere rappresentato. E il gruppo di Coesione nazionale non lo era”.

Sulla tempistica della sostituzione proprio oggi, dalla presidenza del Senato rimarcano che della richiesta “il gruppo di Cn ne aveva fatta pubblica e reiterata denuncia nel corso della seduta d’aula odierna”.

IL PDL: FINI NON PUO' DARE LEZIONI - Il Pdl fa quadrato a difesa di Schifani e si scaglia contro Fini. Alfano: "Il presidente del Senato ha svolto il suo ruolo in maniera esemplare, non accettiamo alcuna critica, a maggior ragione da chi (riferito a Gianfranco Fini, ndr), in pieno esercizio del suo alto ruolo istituzionale, ha fondato un partito, ha indetto riunioni nello studio a lui assegnato in qualità della sua carica ed è più volte intervenuto in maniera strumentale e partigiana nelle dinamiche politiche e parlamentari tentando di orientarle dall`alto del suo scranno".

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