Abete nuovo presidente della Figc
La nomina gli è stata conferita in seguito all'assemblea elettiva della Federcalcio tenutasi presso l'hotel 'Marriott Park' di Roma. "Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata". Matarrese: "Finisce la crisi, inizia il futuro. Buona fortuna"
Roma, 2 aprile 2007 - Giancarlo Abete (nella foto) è stato eletto presidente della Figc. A favore di Abete è stato espresso un coefficiente di 449.94 voti (sui 461.94 disponibili) corrispondenti ai 264 delegati che hanno espresso il voto (5 le schede bianche e 2 gli astenuti sui 271 che hanno espresso il voto). "Grazie per la fiducia che mi è stata accordata - ha detto Abete -. Spero sia da me onorata, sia per il rapporto che avremo con tutte le componenti che per la capacità di risolvere qualcuno dei problemi del calcio. Sarò il presidente di tutti".
IL DISCORSO DI ABETE
"La democrazia non è mai un ritorno al passato. È democrazia e basta". Giancarlo Abete prende la parola alle 11 davanti all'assemblea che, all'hotell Marriott Park di Roma, sarà chiamata ad eleggerlo presidente della Figc. Il candidato unico replica a chi, come l'inviato della trasmissione 'Le iene', paragona l'assemblea della Figc al Congresso di Vienna del 1815. "Sento parlare di restaurazione e di conservazione. Non è restaurazione, è democrazia. Abbiamo un sistema di elezione che può essere giusto o no. Il dato di fatto è che vince chi ottiene più voti. Abbiamo un anno di commissariamento. Nella mia vita ho visto 4 commissari in pochi anni. Adesso il mondo del calcio ha le regole che consentono di esprimere liberamente il voto per la presidenza. Dopo 14 anni, la goccia scava la roccia. Il calcio è pieno di maestri. Tutti dicono come bisogna agire. Io non sono un maestro, ma un testimone di valori".
Il candidato unico, dopo il prologo in cui domina la parola 'emozione', riassume in breve il suo programma: attenzione ai valori alla base dello sport, rapporti proficui con Fifa e Uefa, dialogo con le Leghe, applicazione dei dettati statutari. "Serve il consenso di tutte le componenti", dice riferendosi alla definizione di progetti. E tra le componenti, secondo Abete, vanno inseriti "i tifosi e le famiglie che devono tornare allo stadio". "L'unico grande errore che si può fare - conclude - è quello di non decidere mai per paura di scontentare qualcuno".
Quindi, il ringraziamento a Luca Pancalli, commissario straordinario che si congeda dal pallone. "Sei uno dei nostri, spero che continuerai ad essere uno dei nostri anche da vicepresidente del Coni".
Una battuta anche su Euro 2012: "E' un evento sportivo che rientra nell'interesse di tutto il paese. Ci impegneremo al massimo. Dobbiamo riuscire a dimostrare che abbiamo l'umiltà e la capacità per ottenere l'organizzazione di questa manifestazione fondamentale".
Dopo mezz'ora, si chiude con il ricordo di "Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti: il calcio è stato e, sperò, sarà il loro sorriso".
Sarà posticipata a dopo la decisione dell'Uefa su Euro 2012, la nomina dei vicepresidenti della federcalcio. Giancarlo Abete ha deciso, infatti, di non riunire il consiglio federale, come da prassi, al termine dell'assemblea elettiva della Federcalcio. Abete attenderà il 18 aprile quando a Cardiff sarà deciso il Paese che organizzerà gli Europei del 2012.
IL COMMENTO DI MATARRESE
"Da oggi finisce la crisi, da oggi inizia il futuro. Buona fortuna". Con queste parole il presidente della Lega calcio, Antonio Matarrese, ha concluso il suo intervento all'assemblea della Figc, all'hotel Marriott Park di Roma. "Quando nel 1996 uscii dal calcio, Abete era presidente della Lega di C, Tavecchio e Macalli erano nel Consiglio Federale, Prodi era presidente del Consiglio, Baudo presentava Sanremo e Al Bano cantava...". Antonio Matarrese ironizza verso chi gli rimprovera di essere stato sempre presente nel mondo del calcio, dimostrando come tutto sia rimasto uguale da dieci anni a questa parte tranne il suo percorso personale da dirigente sportivo. "Non ho corrotto nessuno per fare il presidente della Lega - ha sottolineato Matarrese nel suo discorso all'Assemblea elettiva della Figc a Roma - ma sono stato chiamato nel momento più difficile".
Matarrese non ha dubbi sulla capacità di Giancarlo Abete di essere il presidente di tutti: "Lo sentiamo nostro, anche se non ha fatto esperienza nella Lega, che è la fucina più forte. Quante volte mi ha attaccato ed io gli ricordavo di averlo portato nel calcio, ma aveva ragione ed era leale". Sul nodo delle vice-presidenze, Matarrese sottolinea che "abbiamo dei problemi enormi, e stiamo a discutere di questo. Ho proposto un governo di unità nazionale, senza divisioni"
Il presidente della Lega, che attacca il mondo della politica ("Dobbiamo ritrovare l'autonomia, meglio risultare antipatico che suddito della politica") e lancia frecciate verso Gianni Petrucci ("Il Coni minaccia di tagliarci i fondi? Ma provassero..."), fa anche il parallelo tra i due commissari straordinari che hanno gestito il post-calciopoli: "Ho stuzzicato Rossi ma provo verso di lui un forte rispetto: ha gestito il momento dei processi ma poi ha capito che questo non è il suo mondo. Pancalli invece è entrato ed uscito in punta di piedi".
Infine, una esortazione ad Abete: "Metti tutti attorno un tavolo e se qualcuno sbaglia prendi una mazza e picchia duro: da qui usciamo tutti a testa alta, oggi è finita la crisi".
TUTTI CON ABETE MA CON TONI DIVERSI
Il presidente della Lega di serie C, Mario Macalli, impiega pochi minuti per esprimere l'appoggio al candidato unico alla presidenza della Figc: "Farà del bene a tutti", dice davanti all'assemblea riunita al Marriott Park Hotel di Roma.
Poi, prende la parola Carlo Tavecchio. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti si infiamma a più riprese. "Saremo un alleato fedele", dice. "E lo saremo perchè abbiamo valutato il programma di Abete, abbiamo letto le 19 righe dedicate a noi. Credo che il presidente avrà le sue difficoltà a tenere insieme tutte le componenti. La Figc deve avere uno scatto d'orgoglio: siamo qui per eleggere il presidente solo perchè abbiamo vinto i Mondiali, altrimenti saremmo stati stritolati da un sistema che non si sarebbe fermato. Noi, come Dilettanti, abbiamo un problema in particolare, relativo ai rapporti con il settore giovanile scolastico", conclude inviando un messaggio destinato a finire nella nuova agenda federale.
Tavecchio cede il microfono a Sergio Campana, presidente dell'associazione italiana calciatori. Poche parole e un auspicio dal numero 1 dell'Aic: "È la prima volta che il presidente viene eletto nella settimana santa, siamo alla vigilia della Resurrezione. Questo può essere un buon augurio per il nostro calcio".
L'ADDIO DI PANCALLI
Oggi il commissario straordinario della Figc, Luca Pancalli, rimetterà il suo mandato in concomitanza con l'elezione di Giancarlo Abete a presidente. Nel suo discorso, tenuto davanti all'assemblea per l'elezione presidenziale tenutasi a Roma, Pancalli ha spiegato di essersi avvicinato nel mondo del calcio "con umiltà. Ho cercato di creare una squadra con tutte le componenti, portando il mio modo di lavorare. In corso d'opera - ha aggiunto - mi sono appassionato, ho trovato grande voglia di cambiamento e di andare avanti".
Il commissario straordinario uscente auspica che il nuovo presidente della Figc "possa proseguire su questa strada che abbiamo intrapreso senza nessun passo indietro". Dopo aver ringraziato tutti i suoi collaboratori e tutto l'organizzazione della Federcalcio, Pancalli ha concluso spiegando "che tutti hanno giocato un ruolo importante in questo processo di riforma. Mi congedo tornando ai miei ruoli con una citazione di Pirandello: Così è se vi pare'".
ARBITRI FAVOREVOLI
"Se gli arbitri sono rappresentati qui, lo debbono a Giancarlo Abete. Fu lui che riuscì a recuperare un due per cento, figurarsi se gli arbitri italiani non gli sono riconoscenti per questa azione". Cesare Gussoni, presidente dell'Aia, non è sul 'piede di guerra', anzi, ha appoggiato l'elezione di Giancarlo Abete. "All'inizio il suo programma ci aveva un po' sorpreso - ha detto il durante il suo intervento all'Assemblea elettiva della Figc - ma siamo rimasti soddisfatti nel riconoscere la giusta aspirazione verso l'autonomia tecnica, amministrativa e finanziaria degli arbitri". Gussoni si è anche scusato con il commissario straordinario uscente Luca Pancalli per qualche frizione dovuta solo "da motivi di amarezza e in difesa degli arbitri".
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