Rovigo abbraccia Scanavacca
Una festa tutto Pepe
Rovigo, 21 maggio 2007 - Scanavacca day, un giorno non basta a Rovigo per celebrare il record di punti del mediano d’apertura della nazionale italiana, 3260 e oltre, con una festa che ha coinvolto dai grandi campioni azzurri al più piccolo dei tifosi. E lui, Andrea Scanavacca, non ha fatto che ripetere di sentirsi emozionato e commosso per l’affetto e la riconoscenza delle istituzioni e dei suoi sostenitori. Innamorato della sua città, ha ricordato la sofferenza di aver lasciato i colori rossoblù per una squadra, il Cammi Calvisano, che gli permettesse di rientrare nel giro della Nazionale con l’obiettivo del Mondiale 2007. “Ho sempre cercato di stare qui, giocare a Rovigo è stata la mia fortuna, qui ci sono i miei tifosi. Non smetto di giocare quest’anno, come avevo pensato, col Calvisano abbiamo mancato la finale scudetto ed è un tassello che manca ancora nella mia carriera”, afferma, lasciando poi ancora una volta presagire un ritorno nella ‘città in mischia’. Negli occhi di ‘Pepe’ scorrono ancora le imprese dell’ultimo Sei Nazioni e di una maglia azzurra riconquistata a 33 anni: la meta al Twickenham contro i campioni del mondo dell’Inghilterra e i 22 punti segnati contro la Scozia nella vittoria del Murrayfield.
Dopo il saluto delle autorità e l’abbraccio della piazza di Rovigo, lo Scanavacca Day, organizzato dall’associazione Felci d’Oro (www.felcidoro.it), si è trasferito nella suggestiva cornice del castello di Arquà Polesine, paese natale del campione. Sono intervenuti gli allenatori, i compagni di squadra, e quanti hanno condiviso con Scanavacca gli ultimi 17 anni del suo percorso rugbistico. In primis, il capitano della Nazionale italiana Marco Bortolami: “Il record di Pepe è l’ennesima riprova di una carriera onorabilissima. Per molti anni siamo stati avversari, poi l’ho incontrato in azzurro e devo ammettere che si è inserito molto velocemente nel gruppo, ne è conferma la sua strepitosa partita contro la Scozia”. Il turnover con Ramiro Pez dopo alcune prestazioni ad altissimo livello? “Onestamente difficile da capire, inaspettato da parte di tutti. Lui comunque ha reagito da campione, dimostrando un gran carattere”. Dal ritratto di Scanavacca dipinto dai compagni di squadra della Nazionale emerge il profilo di un giocatore con grande senso del dovere e di un ragazzo simpatico e burlone. “Gli allenamenti non gli bastano, fa flessioni e addominali prima di dormire e appena sveglio la mattina” rivela il tallonatore azzurro Fabio Ongaro, spesso suo compagno di stanza in ritiro. “Di lui apprezzo la precisione al calcio” afferma convinto David Dal Maso, che ha giocato con Pepe sette stagioni, sei con la Rugby Rovigo e l’ultima a Calvisano. “Da avversario, è uno dei giocatori più temibili e non gli piace affatto perdere” ammette Maurizio Zaffiri, flanker azzurro. “Lo vedevo in tv e ora gioco con lui, al Calvisano e in Nazionale – sogna ad occhi aperti Alessandro Zanni, promessa azzurra classe ’84 – fuori dal campo scherza sempre, è un po’ pazzerello”.
Sembra essersi affievolito l’entusiasmo che si era creato attorno al rugby in Italia dopo l’ultimo Sei Nazioni: “Non ci sono più state partite del calibro di quel torneo – afferma Zanni – dobbiamo far bene ai prossimi Mondiali, così il pubblico comincerà ad appassionarsi”. Il Super 10 ha un seguito “territoriale”, legato ad alcune zone in cui il rugby è sport di tradizione come il Veneto o la Lombardia. Per far crescere qualitativamente i giocatori italiani (gran parte dei nazionali giocano all’estero, ndr) questa è la ricetta di capitan Bortolami: “Creare delle squadre che radunino i giocatori migliori, sul modello delle ‘province’ irlandesi, per partecipare alle competizioni europee e confrontarsi con squadre più forti. Ne trarrebbe beneficio anche il movimento azzurro”.
Su chi sarà il prossimo coach della Nazionale - l’addio di Berbizier previsto dopo la Coppa del Mondo - aleggia il mistero. Era trapelato il nome di Philippe Saint-André, sarà comunque un altro francese, che avrà un ruolo di coordinatore per creare uno staff di allenatori italiani. Parola di Marzio Zanato, responsabile tecnico della Nazionale A, che snocciala i nomi del rugby italiano del futuro: Tommaso Reato (Rugby Rovigo), Enrico Patrizio (Petrarca Padova), Matteo Pratichetti, Lorenzo Cittadini e Leonardo Ghiraldini (Calvisano), Matias Aguero (Viadana).
Lo spettacolo pirotecnico che ha chiuso lo Scanavacca Day non ha però fatto scendere il sipario sulle emozioni della palla ovale, di cui tra appassionati si è discusso fino a notte fonda. Pepe intratteneva tutti, tra flash e autografi. Il recordman di segnature nel campionato italiano è già pronto per i prossimi traguardi. La Coppa del Mondo in Francia, e il ritorno nella sua Rovigo.
di Chiara Barin
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