"Scelta legata a problemi fisici"
Platini: "Io gli avrei detto:
gioca in azzurro e stai zitto"
"La lontananza dalla Nazionale è sempre dipesa da motivi fisici, non dal desiderio di passare più tempo in famiglia". Le Roi: "Da giocatore poi non avrei mai rifiutato una convocazione". Donadoni: "Il suo ruolo incompatibile con quello di ct". Abete: "E' Roberto in nostro allenatore"
Roma, 5 giugno 2007 - E' stata soltanto la sua condizione fisica a tenerlo lontano dalla Nazionale. Francesco Totti lo ha detto in un'intervista esclusiva rilasciata a "Chi" sul numero in edicola domani. "La scelta è sempre dipesa da motivi fisici, non dal desiderio di passare più tempo in famiglia. Stare lontani a lungo da casa - ha detto il capitano della Roma - pesa, ma è un male necessario del nostro lavoro". Il numero 10 giallorosso ha parlato anche dei figli. "Devo dire che a Cristian piace il pallone: se provi a portarglielo via piange. Mi sembra un buon segno", mentre sulla secondogenita ammette: "Già lo so, sarò un po' geloso. Ma è una cosa normale con una bambina".
A 30 anni Totti si è calato perfettamente nei panni del padre di famiglia. "Avere una famiglia bella e numerosa è sempre stato un mio sogno. Mi mancava - dice - la persona giusta, e con Ilary il quadro si è completato. Sembrerà strano, ma ci pensavo già quando ero più giovane". Qualche anno fa il capitano romanista disse che non poteva girare nel centro di Roma per il troppo affetto dei suoi fan. E oggi? "Diciamo che si avvicinano con meno impeto per rispetto dei piccoli".
Corteggiato dai club più importanti d'Europa, Totti ha preferito restare a vita a Roma. "È stata una scelta fatta con il cuore, ed è una cosa di cui ero, e sono tutt'ora, convinto. Vivere a Roma è una gioia quotidiana a cui non si rinuncia facilmente". E nella stagione della Coppa Italia, potrebbe arrivare per lui anche un trofeo personale, la Scarpa d'Oro per il più prolifico cannoniere europeo. Un riconoscimento che Totti dedicherebbe "a Ilary, Cristian e Chanel. E a tutti i tifosi della Roma, - conclude - che dopo l'infortunio hanno continuato a credere in me e mi sono stati vicini".
PLATINI
"Io da ct avrei detto a Totti vieni in nazionale e stai zitto". Sono le parole del presidente dell'Uefa, Michel Platini sulla querelle che vede coinvolto Francesco Totti e la nazionale italiana di calcio. È Roberto Donadoni che deve decidere ma "io da ct non avrei mai proposto una cosa del genere", ha detto Platini a margine dell'inaugurazione dell'esposizione 'Only a game' sul calcio a Bruxelles. Il numero uno dell'Uefa poi a margine dell'inaugurazione ha anche incontrato il ministro dello sport britannico che gli ha consegnato un dossier sullo sport inglese.
"Se avrei mai proposto a Totti di partecipare a gare più importanti? È una proposta che da ct non avrei mai fatto.
Da giocatore poi non avrei mai rifiutato una convocazione -continua Platini- e sarei sempre andato in nazionale, ma ora Totti ha 30 anni e forse non può giocare tutte le partite".
Sul possibile ritorno in azzurro di Totti, Platini ha anche aggiunto che "se Totti giocasse in nazionale sarebbe bello". Poi il presidente dell'Uefa ha raffrontato il caso italiano alla Francia. "In Francia se uno è convocato deve venire, altrimenti è sospeso. Se non è convocato, può fare quello che vuole. È obbligatorio nei contratti della Fifa che i giocatori che vengono convocati vadano a giocare, e mi sembra giusto".
LA REPLICA DI DONADONI
''Platini che si candida al ruolo di ct? Credo sia incompatibile con quello che gia' ricopre...''. E' questo l'unico sorriso che Roberto Donadoni riesce a riservare alla nuova puntata del caso Totti, dopo la dichiarazione del presidente dell'Uefa che ha fornito la sua ricetta all'Italia, che consisterebbe nel dire al numero 10 'vieni e stai zitto'. Donadoni, evidentemente gia' informato di quel che Platini aveva detto da Bruxelles, ha prevenuto ogni richiesta di replica: ''Lo dico in anticipo, se mi chiedete qualsiasi cosa che non sia la Lituania non rispondo'' tranne poi chiosare con una battuta la frase del presidente Abete sulla candidatura di Platini a ct azzurro.
LA REPLICA DI ABETE
Secca replica del presidente della federcalcio, Giancarlo Abete, alle parole di Michel Platini, che oggi aveva invitato la federazione a squalificare Francesco Totti in caso di mancata risposta ad una convocazione della nazionale. "Evidentemente Platini si candida a fare il ct della nazionale italiana, ma noi il commissario tecnico lo abbiamo già: è Donadoni e sulla convocazione di Totti decide lui", ha ribattuto Abete. "Il principio generale affermato da Platini, cioè la tutela delle rappresentative nazionali, è condivisibile. Poi però ci sono le fattispecie concrete, ed ogni federazione nel suo ambito sa come affrontarle. D'altra parte, mi pare che noi in questo campo ce la siamo cavata bene finora, visti i risultati: quattro mondiali vinti, un europeo e quattro europei under 21. Un palmares che è secondo solo a quello del Brasile". La notizia delle dichiarazioni di Platini - si legge dal sito della Figc - è arrivata mentre gli azzurri si stavano allenando allo stadio di Kaunas e il presidente Abete si trovava a bordo campo. "Ogni federazione ha i suoi metodi di lavoro, tra l'altro non si può certo dire che i giocatori italiani abbiano poco attaccamento alla maglia della nazionale", ha aggiunto Abete. "Non c'è mai stata una fuga dall'azzurro. Maldini si è ritirato dopo oltre 100 partite, e lo stesso Nesta ne ha fatte più di 70.
C'è semmai una questione, non solo italiana, di giocatori che fanno la storia delle nazionali che ad un certo punto della loro vita agonistica avvertono come eccessivi lo stress e la fatica. E' successo per Maldini, ma anche per Zidane o per Thuram".
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