28/06/2007 18:18
BOXE

Quarant'anni fa moriva Primo Carnera

Il 'Gigante buono', è stato il più grande pugile italiano del Novecento, e riuscì a primeggiare in un campo in cui gli americani erano solitamente i padroni incontrastati

Primo Carnera Roma, 28 giugno 2007 - Quarant'anni fa, il 29 giugno 1967, moriva a Sequals, in provincia di Pordenone, il pugile Primo Carnera. Il 'gigante dai piedi d'argilla', come venne battezzato a causa della sua triste parabola discendente, o il 'Gigante buono', è stato il più grande pugile italiano del Novecento, e riuscì a primeggiare in un campo in cui gli americani sono solitamente i padroni incontrastati, ridando fiato e vigore alla magra tradizione pugilistica italiana.

 

Carnera non era un uomo rozzo e dotato di soli muscoli, in realtà, questo gigante dal cuore d'oro, conosceva la Lirica e, da buon appassionato di poesia, era in grado di recitare a memoria interi versi del prediletto Dante Alighieri.

 

 
Chi lo conosceva bene era Nino Benvenuti, anche lui campione del mondo. "Ho vissuto Carnera come un personaggio da emulare. Dopo la sua uscita di scena c'è stata una boxe diversa, forse migliore tecnicamente, ma lui fu l'unico ad ottenere una grande gloria. Sarà ricordato sempre da tutti come il Gigante Buono".

 

Alto più di due metri, 120 chilogrammi di peso, il boxeur prestò il suo volto alla pubblicità, ai fumetti e al cinema, per il quale interpretò pellicole come 'L'idolo delle donne' (1933) e 'La corona di ferro' (1941). All'apice della sua carriera, Carnera, 'l'uomo più forte del mondo', presta il volto ammaccato anche a diverse pubblicità: il Punt e mes, gli elettrodomestici Zanussi, la Necchi.

 

Il 'gigante' della boxe nacque a Sequals, un paesino a quaranta chilometri da Udine, oggi Pordenone, e a diciotto anni emigrò, trasferendosi in Francia, vicino Le Mans, dove trovò un impiego come falegname ma, per arrotondare, si esibì anche in numeri di forza nei circhi. Fu proprio qui che, sotto la spinta dello zio che lo ospitava, decise di intraprendere una carriera sportiva agonistica.

 


Siamo nel 1928 ed è qui che iniziò per Carnera l'ascesa verso la conquista del titolo mondiale.

 

Le tappe della sua faticosa carriera si aprirono con il dramma di Ernie Schaaf, morto dopo il match il 10 febbraio del 1933; seguirono la sfida con Uzcudum a Roma (1933) nel momento di massimo trionfo del fascismo, per concludersi con l'exploit della sua vita, il successo per Ko a New York su Jack Sharkey in sei riprese. Era il 26 giugno 1933 e Carnera diventò campione del mondo dei pesi massimi di pugilato; ed era dal 1914 che un incontro valido per il mondiale dei massimi non si disputava in Europa. Memorabile l'incontro che si disputò a Piazza di Siena davanti a 80mila persone.

 


Nonostante la fama, tuttavia, non perse mai la sua disarmante spontaneità anche quando si profilò all'orizzonte il triste declino. Perse in maniera rovinosa contro Max Baer, nonostante nel 1937 una sconfitta per ko a Budapest contro il rumeno Joseph Zupan venne trasformata dai giornali italiani in brillante vittoria. Primo Carnera si ritirò dal mondo della boxe nel 1946, con 88 vittorie su 103 incontri disputati (70 per Ko).


Dopo l'addio alla boxe, Primo Carnera intraprese la carriera nel catch, dal dopoguerra e per quasi diciotto anni, si esibì nell'antesignano dell'attuale wrestling, una "lotta per la vita" che Carnera affrontò con tour estenuanti sui ring di tutto il mondo per riconquistare quella solidità economica che il pugilato e le traversie della guerra gli avevano negato. Tornato a Sequals, morì di cirrosi epatica il 29 giugno 1967, a 34 anni esatti dal suo trionfo mondiale.


A Primo Carnera sono state dedicate mostre e film ed un francobollo. Sono terminate le riprese di 'Carnera' di Renzo Martinelli, il film prodotto da Mediaset-RTI/Martinelli Film Company Int. in associazione con GMG-Giuseppe Marra Communications che racconterà la storia del grande pugile, dal punto di vista umano più che sportivo. La sceneggiatura porta anche la firma di Alessandro Gassman che, contattato da Martinelli, ha subito espresso il desiderio di partecipare al film che anche suo padre avrebbe voluto realizzare.

 


Il film, girato in lingua inglese, racconterà le vicende del pugile, dal Carnera bambino al momento in cui la 'montagna umana' perde il titolo. Nei panni di primo Carnera il giovane attore, Andrea Iaia.
Poste Italiane emetterà poi il giorno 13 luglio 2007, un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica "Lo sport italiano" dedicato a Primo Carnera, nel valore di euro 0,60. La vignetta raffigura, in primo piano a sinistra, un ritratto di Primo Carnera e sullo sfondo è rappresentato il pugile durante un incontro di boxe. Completano il francobollo la leggenda "PRIMO CARNERA 1906 - 1967", la scritta "ITALIA" e il valore "euro 0,60.




"FU IL PRIMO CHE RIUSCÌ A ROMPERE LE BARRIERE E A VINCERE IN AMERICA"


"Ho vissuto Carnera come un personaggio da emulare". Con queste parole Nino Benvenuti, campione del mondo in America di pesi medi nel 1967, ricorda Primo Carnera a 40 anni dalla sua morte. "Domani -spiega Benvenuti all'ADNKRONOS- saranno 40 anni dalla sua scomparsa. Nello stesso anno io diventai in America campione mondiale dei pesi medi. Era aprile, tornai in Italia e andai subito da Primo. Era nel letto, quel letto dal quale non si sarebbe più alzato. Facemmo un brindisi a tre: io, lui e la moglie Pina. Fu un momento molto bello ed emozionante".

 


"Quando morì se ne andò con lui il più rappresentativo pugile italiano -spiega Benvenuti-. Fu il primo che riuscì a rompere le barriere e a vincere in America (campione del mondo dei mesi massimi nel 1933 ndr.), poi arrivai io 34 anni dopo. Dopo la sua uscita di scena c'è stata una boxe diversa, forse migliore tecnicamente, ma lui fu l'unico ad ottenere una grande gloria. Sarà ricordato sempre da tutti come il Gigante Buono".



"Una cosa che mi colpì molto di lui -continua Benvenuti- fu il fatto che non aveva potuto ricevere una istruzione scolastica ma sapeva leggere e scrivere alla perfezione l'italiano e il francese. Inoltre aveva una conoscenza delle cose appresa con l'esperienza e la vita che gli permetteva di poter stare anche con l'alta società".

 

"Lo smoking, ad esempio non basta metterlo ma devi anche saperlo portare. Lui lo indossava come nessuno, aveva una grande e naturale eleganza. Anche se aveva avuto una vita di stenti aveva qualcosa dentro che riuscì a far emergere, imparava e memorizzava tutto quello che vedeva -spiega Benvenuti-. Nel momento del suo massimo successo io ero piccolo ma ricordo che lo vedevo come un personaggio da emulare. Anche quando ho vinto il mio pensiero è andato a lui. Quando gli facevo dei complimenti -conclude l'ex campione- lui minimizzava sempre per modestia però non per timidezza".

 

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Il 29 giugno 1967, moriva a Sequals, in provincia di Pordenone, il pugile Primo Carnera. Il 'gigante dai piedi d'argilla', come venne battezzato a causa della sua triste parabola discendente, o il 'Gigante buono', è stato il più grande pugile italiano del Novecento - LEGGI LA NOTIZIA - I VIDEO

 

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