25/07/2007 18:11
L'ANNUNCIO

Totti lascia la Nazionale
"Smetto per problemi fisici"

Il capitano giallorosso finalmente è uscito allo scoperto e ha rivelato quello che già si era intuito: basta con l'azzurro. "Ho preso questa decisione per motivi fisici e non tecnici. Se fossi un giocatore del nord certe critiche non ci sarebbero"

Francesco Totti Roma, 20 luglio 2007 -  "Ho deciso di smettere per non creare alcun problema al gruppo e allo staff tecnico". Con queste parole Francesco Totti ha ufficializzato il suo addio alla Nazionale.

 


"Ho preso questa decisione, quella di concludere il rapporto con l'Italia, per motivi fisici e non tecnici. Ho valutato la cosa per un anno dopo il Mondiale e ho deciso di smettere. Per me la mia salute e' la cosa piu' importante. Un tot di partite all'anno non riesco a farle, a qualcosa devo rinunciare. Quindi alla Nazionale. E' una decisione che fa piu' male a me che ad altre persone".

 

 

"Sul mio conto scrivono certe cose perché sono romano. Se fossi un giocatore del nord certe critiche non ci sarebbero". Lo ha detto Francesco Totti nel corso della conferenza stampa convocata a Trigoria per annunciare il suo addio alla nazionale. L'attaccante della Roma, che in carriera ha vestito solamente la maglia del club capitolino, si è riferito al lungo dibattito originato dalla sua lunga assenza dal gruppo azzurro.

 

Totti, che non gioca in nazionale dalla finale dei Mondiali vinta lo scorso anno contro la Francia a Berlino, ha aggiunto: "Per Paolo Maldini e Roberto Baggio non ho visto tutte queste critiche".

 

Totti nel mese di giugno si era detto "pronto per le partite importanti dell'Italia". L'ipotesi di un impiego part-time del calciatore romanista non era stata accettata dal presidente federale Giancarlo Abete, che recentemente aveva chiesto a Totti e ad Alessandro Nesta di decidere circa il loro futuro in nazionale tra la fine di questo mese ed i primi giorni di agosto.

 

Totti nel corso della conferenza stampa ha precisato di avere deciso l'addio alla selezione italiana "circa un mese fa".

 

Dopo un anno di illazioni e polemiche Francesco Totti ha chiarito oggi a Trigoria, nel corso di una affollatissima conferenza stampa il suo futuro con la maglia della Nazionale italiana. "Mia moglie - ha raccontato - non voleva che smettessi. Un giorno mi ha mandato un sms che mi ha colpito, ma alla fine è stata una mia decisione personale. Non è vero che avevo già deciso dopo la finale di Berlino - aggiunge - la decisione è stata presa solo un mese fa dopo la pausa di riflessione annunciata. Non ho mai chiesto a nessuno di fare part time o solo partite importanti".

 

Per il capitano della Roma è arrivato, infatti, anche il momento di togliere qualche sassolino dalla scarpa: "Le polemiche con la Federazione? L'addio di Scala? Non è vero nulla - chiarisce Totti - il problema è solo fisico, tra caviglia schiena e ginocchio più di tante partite non le posso più fare e a qualcosa dovevo pur rinunciare. La Roma ha la priorità".

 

"Ho comunicato questa decisione a Riva, a "Fort Village", poi ad Abete e tre giorni fa a Donadoni. Spero cheora si possa mettere un punto su questa storia. Mi spiace che qualche compagno - aggiunge pungente il giallorosso - abbia risposto tramite giornali a cose che non ho mai detto. Cannavaro? Io la penso in un altro modo, se devo dire qualcosa alzo il telefono e chiamo l'interessato. Non parlo tramite i giornali".

 

I rapporti con Donadoni e Lippi sono sempre stati al centro dell'attenzione innescando anche numerose polemiche e Totti coglie l'occasione per chiarire: "Donadoni l'ho sentito spesso - spiega - tgre o quattro volte durante questo periodo ma sempre per telefono. C'è sempre stata stima e rispetto per lui. Con Lippi si è instaurato un altro rapporto; dopo l'infortunio a febbraio venne a Villa Stuart e mi disse di recuperare in fretta mi voleva al Mondiale e mi ha dimostrato tanta fiducia".

 

Sulla sua scomoda romanità, Totti tira fuori le unghie: "Se ne è parlato sempre e a sproposito di questa mia decisione - spiega - sono stato un capro espiatorio anche quando non centravo nulla.
Tutte queste polemiche non ci sarebbero state se fossi stato del nord. Quando hanno lasciato Maldini o Baggio non ho visto critiche e polemiche per un intero anno come accaduto questa volta. Mi hanno sempre detto di non essere mai stato decisivo, tante parole che a volte facevano male. Ora mi spiace per De Rossi e Aquilani... ora toccherà a loro".

 

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