Mosley vuole vederci chiaro
Il presidente della Fia ricorre
in appello sul caso di spionaggio
Ferrari: "Decisione sensata"
Il presidente della Federazione automobilistica internazionale ha annunciato che fara' ricorso alla Corte d'appello della federazione, dopo la decisione del Consiglio Mondiale di assolvere la McLaren. Decisivo l'intervento di Luigi Macaluso
Parigi, 31 luglio 2007 - "Sottoporrò la questione alla Corte d'appello della Fia". Max Mosley non ci sta. Il presidente della Federazione automobilistica internazionale (FIA) ha annunciato oggi che fara' ricorso alla Corte d'appello della federazione per quanto riguarda il caso di spionaggio che ha visto coinvolte le scuderie di Formula 1 Ferrari e McLaren, dopo la decisione del Consiglio Mondiale di assolvere la squadra inglese.
Decisivo l'intervento di Luigi Macaluso, membro del Consiglio mondiale della Fia, che ieri ha inviato una lettera a Mosley, criticando la decisione di non punire la McLaren. "Temiamo che il mancato provvedimento- si legge nella missiva- possa creare un precedente inappropriato e pericoloso per il nostro sport. Per questo suggeriamo di rinviare il caso alla Corte d'Appello della Fia".
Secondo Macaluso la Ferrari, che non era stata ascoltata dal Consiglio mondiale di giovedi' scorso ma aveva partecipato come semplice osservatore, avrebbe in questo modo la possibilita' di esporre le proprie ragioni. E, sempre secondo la lettera, ci sarebbero almeno altri due team pronti a difendere i propri interessi contro la scuderia di Woking.
Mosley, nella risposta inviata oggi a Macaluso, ha difeso la decisione del Consiglio mondiale, sostenendo che, in assenza di prove certe, una sanzione contro la McLaren sarebbe stata ingiusta. Il presidente della Fia ha pero' accolto il suggerimento di rinviare il caso alla Corte d'Appello con la richiesta che vengano ascoltati la Ferrari, la McLaren e tutti i partecipanti al Mondiale di F1 che ne faranno richiesta.
"Bisogna stabilire- si legge nel documento- se la decisione del Consiglio mondiale sia stata appropriata e, in caso contrario, modificarla". La lettera di Mosley e' stata inviata contemporaneamente a Ron Dennis e a Jean Todt.
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