BOLOGNA, 24 OTTOBRE 2007 - Prime condanne nella vicenda sulla morte di Niccolò Galli, il promettente calciatore del Bologna, figlio dell'ex portiere della Nazionale Giovanni, morto a 17 anni il 9 febbraio 2001 in un incidente stradale a Casteldebole appena fuori dal centro tecnico della squadra rossoblu'.
Il giudice monocratico di Bologna ha inflitto tre condanne per omicidio colposo: a un anno e quattro mesi Rinaldo Capiluppi, funzionario della Coop Costruzioni, che faceva parte del consorzio di imprese che aveva in appalto i lavori di manutenzione delle strade; a 10 mesi e 29 giorni Fiorenzo Mazzetti, allora responsabile dell'ufficio manutenzione stradale del Comune; a sei mesi e 20 giorni Stefano Fortunati, tecnico dello stesso ufficio. Assolto invece Giuseppe Martino, funzionario di un'altra cooperativa subappaltatrice della manutenzione.
Il Pm Antonio Rustico aveva chiesto dieci mesi per i due funzionari delle Cooperative, e sei per i due dipendenti comunali. I difensori (avvocati Guido Magnisi e Pietro Giampaolo per i due funzionari delle coop, avv.Maurizio Merlini per il dirigente dell'ufficio manutenzione strade, e avv.Mazzone per il tecnico) avevano chiesto quattro assoluzioni. Al centro del processo c'erano state infatti le consulenze cinematiche di accusa e difesa che avevano ricostruito in modi diversi l'incidente. Per i consulenti dell'accusa Niccolo' Galli mori' dopo aver sbattuto contro il tubo di un guardrail pericolosamente privo di protezione, non riparato dalla manutenzione, dopo essere caduto dal motorino; per i consulenti della difesa, invece, il trauma mortale al torace potrebbe essere stato determinato dalla manopola e dal freno del motorino.
Secondo le indagini coordinate dal Pm Antonio Rustico, Niccolo' Galli, che tornava a casa dopo l' allenamento, fini' contro il guardrail di destra, all'inizio di un ponte vicino al centro tecnico rossoblu' di Casteldebole, e proprio in quel punto la struttura appariva pesantemente deformata: un tubo d' acciaio era diritto in posizione palesemente pericolosa. Galli mori' per un pesante trauma all' addome. Sul torace era rimasto un segno, una sorta di ''c'', che per i consulenti del Pm indicavano l'urto, devastante e mortale, contro il tubo. Il padre del giovane, Giovanni, che vide il luogo dell'incidente la mattina seguente, disse in lacrime: ''E' da disgraziati lasciare un palo cosi'''.
La famiglia di Niccolo' Galli si era ritirata dalla parte civile dopo un risarcimento.
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