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GIUSTIZIA SPORTIVA

Annullata la squalifica a Zalayeta
Couto inchiodato dalla prova tv

La Corte di Giustizia Federale ha annullato la squalifica di due giornate a Marcelo Zalayeta inflitta in prima istanza dal Giudice Sportivo per simulazione in occasione del secondo rigore concesso al Napoli contro la Juventus sabato

Zalayeta si procura il secondo rigore Roma, 30 ottobre 2007. - La Corte di Giustizia Federale ha annullato la squalifica di due giornate a Marcelo Zalayeta inflitta in prima istanza dal Giudice Sportivo per simulazione in occasione del secondo rigore concesso al Napoli contro la Juventus sabato.

La Corte di Giustizia, nell'adottare la decisione odierna, ha osservato che "non è consentito agli organi della Giustizia Sportiva sindacare nel merito le valutazioni di carattere tecnico del direttore di gara".
Nel dispositivo viene considerato anche il fatto che "pur apprezzabili considerazioni di carattere etico-sportivo sui comportamenti tenuti dai calciatori, successivamente ad eventi come quello in questione, non possono rilevare ai fini della valutazione circa la sussistenza o meno del comportamento simulatorio dei calciatori stessi".

 

La squalifica di Zalayeta è stata revocata sulla base di "ulteriori filmati" acquisiti agli atti con l'assenso della Procura Federale. La Corte, analizzando le nuove immagini del calcio di rigore assegnato per un fallo su Zalayeta nel Napoli-Juventus 3-1 di sabato, ha stabilito che "vi è stata una trattenuta del calciatore Legrottaglie ai danni del calciatore Zalayeta che potrebbe aver inciso sulla stabilità del calciatore stesso":

 

"Non può escludersi che vi sia stato un ulteriore contatto tra il ginocchio sinistro di Legrottaglie ed il piede destro dello Zalayeta - si legge ancora - e la dinamica dell'azione ed in particolare la posizione assunta dal portiere rispetto alla traiettoria di corsa dello Zalayeta era tale da impedire a quest'ultimo la prosecuzione della corsa se non scavalcando ovvero impattando con il medesimo portiere. Non può escludersi, altresì, che sull'innaturale trascinamento della gamba destra da parte del calciatore Zalayeta abbiano inciso la trattenuta e il contatto suddetti".

 

Secondo la Corte della Figc non sussiste la "evidente simulazione" richiesta dall'articolo 35.1.3 del Codice di Giustizia Sportiva e, pertanto, "il reclamo merita accoglimento".

 

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