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Sport

SICUREZZA NEGLI STADI

Da sei mesi a tre anni per chi va in giro con razzi e bastoni

La nuova norma è contenuta in uno dei cinque disegni di legge del cosiddetto "pacchetto sicurezza" presentato in Consiglio dei ministri. Punito non solo chi porta petardi e mazze allo stadio, ma anche chi li trasporta

Lo stadio Massimino di Catania Roma, 30 ottobre 2007 - Da sei a mesi a tre anni di carcere per chiunque venga sorpreso con razzi, bengala, petardi, mazze e bastoni non solo negli stadi, ma anche su tutti i mezzi di trasporto che servono a raggiungere la sede di una manifestazione sportiva.

 

La nuova norma e' contenuta in uno dei cinque disegni di legge del cosiddetto "pacchetto sicurezza" presentato oggi in Consiglio dei ministri, quello su "Disposizioni in materia di sicurezza urbana" e potrebbe diventare presto legge. La formulazione puo' riferirsi, per esempio, a un tifoso che salga su un treno o si trovi in una stazione ferroviaria o in un'area di servizio.


"Chiunque - afferma il testo - nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, in quelli destinati anche temporaneamente alla sosta o al transito di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime, nei mezzi di trasporto dagli stessi utilizzati o comunque nelle adiacenze dei luoghi o dei mezzi predetti, e' trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero di bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti o atti ad offendere, e' punito, se il fatto e' commesso in relazione alla manifestazione sportiva stessa, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 1.000 a 5.000 euro".

 

La disposizione, viene precisato, "si applica ai fatti commessi durante lo svolgimento della manifestazione sportiva nonche' nelle ventiquattro ore precedenti o successive alla stessa".


Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha affermato a Palazzo Chigi che i ddl "dovrebbero trovare in Parlamento un ampio consenso, anche da parte dell'opposizione ed assicurare quindi una sollecita approvazione". "Proprio per questo- ha aggiunto Amato- non li mandiamo in Parlamento come decreti legge". Ma, ha concluso il ministro, "se i ddl non dovessero essere approvati rapidamente il governo dovra' riconsiderare la scelta fatta".










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