Chicago (Illinois, Usa), 3 novembre 2007 - Due ori e un argento per l'Italia ai Mondiali di pugilato in corso a Chicago. Clemente Russo nei massimi ha battuto in finale 7-6 il russo Rakhim Chakhekiev. Nei supermassimi Roberto Cammarelle ha sconfitto 24-14 l'ucraino Vyacheslav Glazkov. Argento per Domenico Valentino che nei pesi leggeri si e' dovuto arrendere 18-10 all'inglese Frankie Gavin.
Francesco Damiani è il ct dell'Italia che a Chicago ha stupito il mondo con Russo nei massimi e Cammarelle nei supermassimi. A questi risultati vanno aggiunti l'argento di Valentino e il bronzo di Picardi, per un bottino complessivo mai cosi' ricco.
Ora, al telefono dagli Usa subito dopo le finali iridate, Damiani non riesce a trattenere la sua immensa e gioia e canta ''siamo noi, i campioni del mondo siamo noi...''. Poi comincia a descrivere le imprese dei suoi ragazzi. ''Russo e' stato un autentico spettacolo - dice il ct dell'Italia - al punto che ha fatto alzare in piedi, per applaudirlo, i ventimila spettatori che c'erano a vedere queste finali. Mi ha veramente entusiasmato, ha fatto un match da cardiopalma, ribattendo colpo su colpo all'avversario. Cammarelle ha trovato un avversario che lo ha impegnato a fondo, ma ha saputo venirne a capo dimostrando carattere e bravura. Sono felicissimo, ma io ho sempre creduto nel valore di questa squadra: adesso anche il mondo ha capito cos'e' questa Italia''.
Ma Damiani si aspettava un'Italia della boxe cosi' forte, seconda solo alla Russia? ''I miei hanno avuto il merito di credere in questo progetto - risponde - e di seguirmi. Abbiamo svolto una buonissima preparazione proprio in Russia, e i risultati si sono visti a Chicago. Certo un risultato complessivo cosi' buono non me l'aspettavo, anche se sapevo che avevamo due elementi di punta, Cammarelle e Valentino, e un outsider, Russo, che qui e' veramente esploso''.
E' possibile ripetersi tra meno di un anno, alle Olimpiadi di Pechino? ''Ora sanno chi siamo - dice Damiani - e ci presenteremo con credenziali adeguati. Le Olimpiadi non sono mai facili, ma sono ottimista. Certo va tenuto conto che qui a Chicago mancava Cuba, che nel pugilato dilettantistico rappresenta un buon 30% dei valori, ma sono certo che ci faremo valere anche ai Giochi di Pechino''.
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