Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

Sport

ROMA

Spalletti in emergenza contro il Genoa

Mancheranno i soliti noti: Taddei, Aquilani e Totti. Più Perrotta che si da' il cambio con Panucci. De Rossi è  tornato dalla Nazionale con una botta a un ginocchio ma al Luigi Ferraris comunque ci sara'

Luciano Spalletti Roma, 23 novembre 2007  - La sosta per le nazionali avrebbe dovuto risolvere il problema infortunati e, invece, dopo due settimane (e una partita rinviata, con il Cagliari) di riposo resta sempre di attualita' nella Roma.

 

Che contro il Genoa, nella partita che segna la ripresa del campionato dopo l'uccisione di Gabriele Sandri, dovra' fare a meno dei soliti noti Taddei (arrivato a due mesi di stop), Aquilani (oltre un mese e mezzo) e Totti (un mese), piu' la new entry Perrotta che si da' il cambio con Panucci (infortunato prima della sosta).

 

Per entrambi e' stata fatale la Nazionale, nel primo caso in negativo (problemi a un adduttore), nel secondo in positivo (il gol alla Scozia gli ha messo le ali ai piedi). A fare pendere verso il segno meno la bilancia giallorossoazzurra ci si mette, pero', la situazione di De Rossi, tornato dalla Nazionale con una botta a un ginocchio.

 


Al Luigi Ferraris comunque ci sara', cosi' come gli sfasati (dal fuso orario e dai tre voli presi per tornare dal Brasile) Doni e Juan. Il quadro complessivo non induce a larghi sorrisi, piuttosto fa sorgere qualche perplessita', soprattutto in riferimento ai tempi di recupero dei lungodegenti.

 

Spalletti pero' preferisce gettare acqua sul fuoco e spiega: "Totti e' arrivato con tutti i buoni propositi ma appena ha messo gli scarpini e provato a fare qualcosa, sentiva dolore e quindi rimane a casa. Come Taddei, che ha fatto quasi tutto l'allenamento ma non e' tranquillo e, visto quello che ci giochiamo a Genova, e' meglio portare gente che abbia convinzione".

 

 

Quella del tecnico giallorosso su questi lunghi infortuni e' la seguente: "Non esiste alcun caso infortunati, anche perche', se si va a vedere, ci sono squadre che di infortunati ne hanno quanti noi. Se la causa fossero i carichi di lavoro, allora sarei io il responsabile. Ma ritengo normali questi carichi anzi, e' da circa un anno che non faccio una doppia seduta, mentre gli altri la fanno. Gli allenamenti durano sempre al di sotto della consistenza che vuole una semplice partita. Gli infortuni ce li hanno tutti, a noi ne sono capitati 2-3 particolari, visti i gruppi muscolari interessati. Quando ci si fa male a un polpaccio, ed e' l'esempio di Taddei, il ritorno all'attivita' normale prevede tempi consistenti, ad Aquilani e' capitato un infortunio al retto femorale alto. Sono muscoli particolari e puo' succedere che abbiano bisogno di qualche giorno in piu'. Ma non faccio il giochino di dire 'Mi manca questo o quello'".

 

 

Anche se si chiama Totti, che dovra' saltare la sua quinta partita di fila: "Sono successe un paio di stupidaggini che hanno determinato ricadute come questa. Totti ha calciato per terra nel tentativo di fare un lancio e gli si e' riacutizzato lo stesso dolore". Nessun mistero, nessuna microfrattura come aveva detto Bruno Conti qualche tempo fa: "Bruno probabilmente, non essendo medico come non lo sono io, ha usato qualcosa di sbagliato in funzione della risultanza. Il mistero per noi e' solo non potere usufruire del calciatore che ci da' piu' qualita' di tutti. Ma non bisogna nemmeno dare alibi agli altri, che se non si fa bene e' perche' manca Francesco".

 

Spalletti sembra prendere le distanze dal suo direttore tecnico anche sul tema Nazionale. Conti non aveva risparmiato qualche considerazione polemica verso il ct Donadoni, reo di avere impiegato fino alla fine gli acciaccati Perrotta e De Rossi nell'ininfluente gara con le Faer Oer: "Li' va ad essere interessata una strategia di lavoro di Donadoni in cui non voglio entrare, perche' sarebbe un'intrusione. E' chiaro che da questa situazione qualche penalita' ce la dobbiamo ciucciare, ma fa parte dei giochi. Spero sempre che Donadoni abbia un contatto molto diretto con i calciatori, che valuti anche in funzione delle situazioni cui possono andare incontro. Anche Curci ha un ematoma sul fianco, rimediato in un allenamento con la Nazionale, e gli fa ancora male".

 

In porta dovrebbe andare comunque Doni. E il Genoa? "Gasperini ha dato un'identita' precisa al Genoa, squadra con una personalita' evidente e che nel proprio stadio mantiene ritmi altissimi. Noi abbiamo nel mirino obiettivi importanti e dobbiamo andare li' per tentare di vincere. Dobbiamo dare un po' piu' di ruvidita' al nostro comportamento e se non ci mettiamo di piu' la testa, rimarremo questi qui. Sono tre anni che andiamo incontro a brutte figure in situazioni che spesso dipendono da noi e soprattutto in una partita come quella di Genova, dove queste caratteristiche saranno fondamentali voglio vedere messe in pratica queste cose qui".

 

Anche se diversi titolari non ci saranno: "Quando ti vengono a mancare i vari Aquilani, Totti, Taddei, Pizarro, De Rossi, Mancini e' chiaro che qualcosa ti manca ma noi l'abbiamo completata la nostra rosa- conclude- Sono venuti calciatori di valore come chi ho citato prima e devono trovare piu' stimoli dal fatto che hanno giocato meno per fare vedere che la Roma ha questa classifica anche grazie al loro lavoro".










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Pelè

Maglia da 93mila euro

La maglia indossata da Pelé nella finale mondiale del 1970 che vide il Brasile superare l'Italia 4-1 e' stata venduta all'asta, in Inghilterra, per 66.500 sterline, quasi 93 mila euro. Pelé in quella finale segno' il primo gol, cambiò la maglietta durante l'intervallo e la regalò a Mario Zagallo il cui figlio l'ha messa all'asta