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CHAMPIONS LEAGUE

Inter, al via il mese della verità
Mancini vuole cominciare bene

A Milano arriva il Fenerbache di Zico. Per i nerazzurri un dicembre di fuoco: Fiorentina, Lazio e il derby prima di Natale. Aperta un'inchiesta sul Mancio per le sue dichiarazioni sull'attività dei medici sociali

Roberto Mancini Milano, 27 novembre 2007 - ROBERTO MANCINI è sotto inchiesta per le sue dichiarazioni sull’attività dei medici sociali. Lo ha deciso la Procura Federale sollecitata da Maurizio Casasco, presidente della Federazione italiana medici sportivi, che si augurava il deferimento dell’interessato come provvedimento esemplare e salutare. «Casasco? Non pensavo che fosse proprio lui. Se è diventato presidente complimenti, ha fatto carriera, io lo avevo lasciato direttore sportivo…» sorride il tecnico nerazzurro, forse ripensando anche al poco invidiabile record stabilito dall’allora operatore di mercato, con la retrocessione sistematica dei club ai quali prestava la propria opera. Tutto questo putiferio, insomma, non toglie a Mancini la voglia di far battute, anzi: «Era una battuta anche quella di sabato, l’ho precisato subito, e non mi aspettavo di attirarmi le ire di tutti questi scienziati anche perché il giorno dopo era domenica e la domenica di solito si passa a fare altre cose. Comunque non volevo generalizzare, non volevo nemmeno offendere nessuno e se qualcuno c’è rimasto male mi dispiace». Tantomeno ha voglia di correggere il tiro: «Parlo per esperienze personali, non per i medici che non conosco, e il mio pensiero non cambia di una virgola rispetto a quello che ho detto l’altra sera». La conferma che il vero bersaglio resta il dottore dell’Inter, peraltro mai citato, per la gestione di alcuni infortunati illustri a cominciare da Ibrahimovic e Vieira. Ma anche allargando il discorso, Mancini non è l’unico a pensarla così visto il parere di quello che sull’argomento si può considerare un giudice super partes: Lamberto Boranga, ex portiere, ex tecnico e medico molto stimato anche nell’ambiente sportivo. «La funzione primaria di un medico sociale è far recuperare prima possibile i calciatori alle prese con problemi fisici» dice.

IN ATTESA di sapere se adesso apriranno un’inchiesta anche su di lui, stasera l’Inter ritrova la Champions League ospitando a San Siro il Fenerbahce. La squadra diretta da Zico è stata l’unica a battere i nerazzurri in questa prima fase, nella partita di esordio a Istanbul, ma da allora le cose sono molto cambiate, l’Inter ha ripreso quota anche in Europa recuperando infortunati e squalificati (meno Burdisso) e affronta i turchi con l’obiettivo di chiudere in anticipo il discorso qualificazione. Le preoccupazioni di Mancini sono legate soprattutto al tour de force cui sono stati costretti negli ultimi tempi alcuni suoi uomini, con un rischio stanchezza che potrebbe diventare letale contro questo tipo di avversari: «Il Fenerbahce è una squadra molto organizzata, piuttosto veloce, brava nel palleggio grazie alla presenza di molti brasiliani. Tutto dipende dal nostro rendimento fisico, dalla capacità di far pressing e di imporre alla gara il nostro ritmo. Non sarà facile ma dobbiamo fare il possibile per vincere centrando qualificazione e primo posto nel girone». Il tutto in previsione di un trittico di fuoco in campionato: trasferta a Firenze, recupero contro la Lazio e derby la vigilia di Natale.
Crespo di nuovo fra i convocati, Ibrahimovic riprende il suo posto di titolare, a fianco di Cruz, e dovrebbe farcela anche Stankovic mentre Materazzi potrebbe fare un altro passo avanti verso il top della condizione giocando qualche minuto nel secondo tempo.

di Laura Alari

 









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