Nuova ipotesi di associazione per delinquere nei confronti dell'ex dg della Juve. Luciano Moggi, tra l'altro, avrebbe "tentativo di ottenere informazioni sulle indagini a suo carico" Commenta
Napoli, 18 dicembre 2007 - Luciano Moggi (nella foto) ha tentato di ''sviluppare campagne mediatiche, talvolta progettate insieme con persone del mondo del calcio" e ha "tentativo di ottenere informazioni sulle indagini a suo carico" attraverso contatti con esponenti delle forze dell'ordine. E' quanto emerge in alcuni tra i passaggi più importanti della nuova informativa dei carabinieri su Calciopoli e, in particolare, su Luciano Moggi che ha indotto i pm di Napoli ,Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci a contestare nei confronti dell'ex dg della Juventus una nuova ipotesi di associazione per delinquere.
In diverse conversazioni telefoniche con un poliziotto della Digos di Roma emerge che l'agente - come sottolineano i carabinieri - aveva comunicato a Moggi ''l'intenzione di recarsi a Napoli presso la procura della Repubblica per sapere dello stato del procedimento penale''. Attraverso Camillo De Nicola (indicata come persona vicina a Moggi), il poliziotto poi chiede a Moggi di procurargli biglietti per Roma-Manchester del 3 aprile scorso.
La questione dei biglietti, salta fuori anche in un altro punto delle indagini, sui rapporti di Moggi ancora attuali con gli ambienti della Figc. Si tratta della conversazione con Giulio Pazzanese al quale l'ex dg bianconero chiede numerosi biglietti per Italia-Romania del 7 febbraio scorso a Siena.
Dalle indagini inoltre emerge ''il ruolo di leader ricoperto da Moggi all'interno del suo gruppo, soprattutto - osservano i carabinieri - in relazione alle strategie difensive da adottare nelle varie vicende che lo coinvolgono''. Moggi ''non solo coordina le strategie difensive, ma suggerisce anche le versioni da fornire per sviluppare una campagna mediatica, finalizzata a divulgare nell'opinione pubblica una propria versione giustificativa''. A tale proposito vengono riportate alcune conversazioni con l'ex vicecommissario della CAN Gennaro Mazzei (Moggi adotta la cautela, sottolineano gli investigatori, di parlare attraverso il telefono di un amico che lo mette in comunicazione con Mazzei). Si fa riferimento a una imminente trasmissione televisiva: MOGGI: Ma... molto cauto, ma tu puoi dire tranquillamente la verita', mica, mica... molto cauto significa che telefonavano tutti.
MAZZEI: A si' si', ma questo non era, non è un problema... penso di non fare, penso di non fare...
I carabinieri del Reparto di Roma sostengono che Luciano Moggi ha tentato di ''sviluppare campagne mediatiche finalizzate a screditare vari personaggi''. I militari hanno dedicato a tale aspetto un intero capitolo (''Iniziative mediatiche'') dell'informativa trasmessa ai pm Beatrice e Narducci. Nel mirino alcuni investigatori dei carabinieri, che hanno svolto indagini su Calciopoli, e il presidente del Coni Gianni Petrucci.
Per screditare Petrucci due persone dell'entourage di Moggi avrebbero tentato di ottenere da un ufficiale dei carabinieri informazioni su una vicenda riguardante un familiare e che nulla ha a che vedere con lo sport. Dalle conversazioni traspare, tra l'altro, che il militare non si prestò a fornire le notizie.
Inoltre, numerose sono le conversazioni intercettate tra l'ex dg della Juventus Luciano Moggi e l'ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini, entrambi indagati nell'inchiesta di Calciopoli. Le telefonate contenute nell'informativa trasmessa dai carabinieri ai pm di Napoli si riferiscono al periodo successivo all'esplosione dello scandalo. Il 27 dicembre 2006 Mazzini scherza con Moggi alludendo alla probabile intercettazione delle loro utenze.
Le indagini svolte nei mesi scorsi dai carabinieri ''portano a ipotizzare che Luciano Moggi abbia continuato a esercitare la propria influenza su certi settori del mondo del calcio, mantenendo attivi i propri interessi attraverso dirigenti di società e operatori del marcato calciatori, alcuni dei quali già comparsi nelle passate indagini poichè strettamente legati al gruppo facente capo a Moggi''. Nella informativa trasmessa ai pm sono riportate 7 telefonate tra Moggi e l'attuale direttore sportivo della Juventus Alessio Secco e tre conversazioni con l'ex vicepresidente bianconero Roberto Bettega.
Moggi parla inoltre con il presidente del Torino Urbano Cairo, con l'allenatore granata Gianni De Biase, con il dg del Genoa Stefano Capozzucca (inibito per cinque anni per la presunta combine Genoa-Venezia), con l'ex dg della Fiorentina Fabrizio Lucchesi, con Rino Foschi, direttore sportivo del Palermo, l'allenatore Carlo Mazzone, il presidente del Livorno Aldo Spinelli. Moggi conversa in una circostanza anche con Leonardo Meani, ex addetto del Milan al settore arbitri coinvolto nella precedente inchiesta.
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