Milano, 9 gennaio 2008 - Addio alla Juve dopo la rottura con Luciano Moggi. Thierry Henry, stella del Barcellona, si confessa in un'intervista esclusiva che Sky Sport trasmetterà domani. L'attaccante francese ha indossato per pochi mesi la maglia bianconera, nella fase finale della stagione 1998-1999.
"Quando arrivai alla Juve avevo un problema alla schiena, ma volevo giocare subito", racconta. "Non giocai le prime tre partite con Marcello Lippi, lui voleva che giocassi attaccante. Poi, lui lasciò ed arrivò Ancelotti, e io cominciai a giocare tutte le partite. All'inizio non benissimo ma, dopo il match di Roma, cominciai a segnare, fare assist".
Quindi, la rottura. "Accadde qualcosa con Moggi, non voglio entrare nei dettagli, che non mi piaceva. Qui uscì il mio carattere, perchè io sono un ragazzo onesto e, per me, si trattava di una cosa irrispettosa. Probabilmente, se non fosse stato per questo, avrei continuato a giocare per la Juventus. Ma dopo quella mancanza di rispetto, dissi loro che non volevo più giocare lì, e così lasciai".
Dopo la 'toccata e fuga' a Torino, Henry è passato all'Arsenal. A Londra è rimasto fino all'estate 2007, prima di trasferirsi a Barcellona. "Non importa cosa succederà con la mia nuova squadra - dice -, non troverò mai l'affetto che mi dimostravano all'Arsenal, anche perchè penso che non potrò giocare per un'altra squadra per otto anni, le mie gambe non me lo permetterebbero. Giocare per l'Arsenal per otto anni, vincere o perdere ad Highbury, la gioia, la tristezza, tutto era semplicemente incredibile. Succede sempre che si ritorna al posto cui si appartiene e, quindi, io spero un giorno di poter lavorare con il club. Io ho questo club nel sangue: quando l'Arsenal gioca lo segue sempre, quando vince sono contento. Sono orgoglioso di aver giocato per l'Arsenal e di esserne un fan. Prima non tifavo per nessun club, poi sono diventato un fan dell'Arsenal ed è difficile per me evitare di seguire i match".
Il francese è fra i cinque attaccanti più prolifici nelle competizioni europee. In Nazionale, è il top scorer dopo aver cancellato il primato di Michel Platini. Gli manca un grande riconoscimento individuale: non ha mai vinto il Pallone d'Oro. "Ho cominciato a giocare senza pensarci. Sarò onesto, un anno ci ho pensato ma poi, crescendo come calciatore, ho capito certe cose e mi sono detto che la cosa più importante è vincere con la mia squadra.
Per me un grande giocatore deve rendere più forti quelli che giocano con lui".
Con la maglia della Nazionale, Henry ha vinto i Mondiali del 1998 e gli Europei del 2000, nei quali i bleus superarono l'Italia in finale. Gli azzurri si sono presi la rivincita nella finale dei Mondiali 2006. Ora le due Nazionali si ritroveranno a Euro 2008 in una sfida che si annuncia decisiva. Le polemiche, anche per 'merito' del ct francese Raymond Domenech, negli ultimi mesi non sono mai mancate. "Mi piacerebbe minimizzare tutto questo perchè, in una partita come quella di Milano (dice riferendosi alla sfida dello scorso settembre, ndr) tutti parlavano senza nessun senso, giocatori, allenatori, e alla fine del match tutti si baciavano. Questo è quello che vorrei dire alla gente: non leggete quello che si dice per creare un'atmosfera di odio, perchè abbiamo visto cosa l'odio possa fare. E noi non vogliamo questo".
"Alla fine di quella partita - ricorda Henry - Cannavaro salutava Thuram, io parlavo con Zambrotta senza nessun problema. Certo, è un match e quindi possono esserci botte, ma dopo si continua a parlare. La Coppa del Mondo è stata due anni fa e ci sono ancora persone che ne parlano: l'Italia ha vinto e noi abbiamo perso.
Tutto qui. Bisogna calmarsi tutti, compresi quelli che scommettono o cercano di creare attenzione, per poi criticare le cose negative che accadono di conseguenza. Senza l'attenzione che viene creata il gioco sarebbe perfetto".
Il lieto annuncio lo ha dato lo stesso portiere della Juventus sul suo sito personale, con una home page a festa - LEGGI LA NOTIZIA