La Iaaf dovrebbe, sulla base dello studio eseguito dal professor Gert-Peter Brueggeman, respingere la richiesta del sudafricano di partecipare alle Olimpiadi tra i normodotati. Ma lui annuncia battaglia: "Non permetterò a nessuna organizzazione di impedirmi di competere usando gli strumenti senza i quali, semplicemente, non potrei camminare" Commenta la notizia
Pretoria (Sudafrica), 11 gennaio 2008 - Lo sprinter sudafricano Oscar Pistorius ha detto che si appellerà "ai massimi livelli" se gli venisse impedito dalla Federatletica internazionale di partecipare alle Olimpiadi di Pechino con i normodotati a causa delle protesi in fibra di carbonio ad entrambe le gambe. Protesi che, secondo lo studio commissariato dalla stessa Iaaf, gli darebbero un vantaggio competitivo.
"Sento - ha detto Pistorius - che è mia responsabilità, nell'interesse di me stesso e di tutti gli altri disabili, rimanere fermo nella mia idea e non permettere a nessuna organizzazione di impedirmi di competere usando gli strumenti senza i quali, semplicemente, non potrei camminare".
La Iaaf ha nuovamente posticipato il suo annuncio, che era atteso per domani, a lunedì. "Non mi arrenderò", ha aggiunto lo sprinter, a cui sono state amputate le parti inferiori di entrambe le gambe quando aveva appena 11 mesi. La Iaaf dovrebbe, sulla base dello studio eseguito dal professor Gert-Peter Brueggeman, respingere la richiesta di Pistorius. Il quale si è detto "ancora più sicuro" del fatto che le sue protesi non gli diano alcun vantaggio competitivo. "Se la Iaaf - ha concluso - usasse questa argomentazione per impedirmi di competere nei propri eventi, farò ricorso fino ai massimi livelli, oltre naturalmente a cercare di correre ai Giochi paralimpici e, mi auguro, a quelli olimpici".
Il lieto annuncio lo ha dato lo stesso portiere della Juventus sul suo sito personale, con una home page a festa - LEGGI LA NOTIZIA